Lacrime, palloncini bianchi, tante lettere e musica - quella che amava - ad accompagnare il suo ultimo viaggio terreno. E ancora lacrime, davvero impossibili da trattenere. L'addio a Doriana Scittarelli, ieri nella chiesa di Santa Maria degli Angeli è stato straziante. Il suo sorriso intrappolato nella foto accanto alle candele rosse, in quella davanti alla bara: più vero che mai. Dirle addio, separarsi - sebbene solo fisicamente - è sembrato impossibile.

Tutta la comunità di Sant'Apollinare ieri era presente per salutare la sua "ragazza d'oro". I tanti, tantissimi amici accanto alla famiglia, gli amministratori col sindaco Scittarelli e i militari dell'Aeronautica - di cui suo papà, scomparso quando lei aveva soltanto due anni, faceva parte - erano lì per renderle omaggio. Una cerimonia funebre molto intensa, con la chiesa che a stento ha contenuto i presenti.

Ognuno con un ricordo specifico, un aneddoto, una emozione forte che la legava a lei, a quella ragazza piena di idee ma dalla testa sulle spalle, che a ventinove anni - dopo una laurea conseguita con il massimo dei voti in chimica a Pisa - stava svolgendo un dottorato all'università di Ferrara. Un progetto innovativo, il suo, legato al mondo green. Uno di quelli che sicuramente avrebbero fatto la differenza, come lei è riuscita a fare fino al giorno del maledetto incidente. Doriana era finita in un canale nel tratto "Francesca Ovest" sulla provinciale per Rodigo, in provincia di Mantova, mentre stava per raggiungere l'università di Ferrara per portare i campioni da analizzare del suo innovativo progetto green condotto per il dottorato.

Invece la sua utilitaria è finita nel canale, bloccandola nell'abitacolo che si è riempito pian piano d'acqua. Una settimana di agonia, poi la terribile notizia. Come ultimo atto d'amore, dopo la dichiarazione della morte cerebrale avvenuta nel pomeriggio di martedì scorso al Carlo Poma - trascorso il tempo previsto dalla legge - si è proceduto all'espianto degli organi. Come lei avrebbe voluto e aveva disposto in caso di morte. Una scelta che rende bene l'idea di quanto altruista fosse la ventinovenne di Sant'Apollinare.

La funzione funebre è stata toccante e partecipata, con palloncini colorati e musica all'uscita del feretro e palloncini bianchi lungo il percorso, verso il cimitero cittadino. L'intera comunità si è stretta alla famiglia in un abbraccio corale.