Il movente, l'autore del delitto, il ruolo attribuito ad Anna Maria e all'ex maresciallo Mottola. Chi c'era in caserma quel giorno? Perché le dichiarazioni di Tuzi sarebbero genuine? Per il pm Siravo ci sono almeno una decina di punti (finora) a sorreggere l'impianto accusatorio. E li sta snocciolando uno ad uno.
Sono le consulenze per il pm a dimostrare che quella porta e solo quella è l'arma del delitto di Serena Mollicone. "Dato per assodato che è quella porta all'interno di quell'appartamento sul cui balcone c'è quella caldaia, il collegamento di Serena Mollicone con l'appartamento a trattativa privata è per noi Marco Mottola. Anche senza le dichiarazioni di Tuzi, ritenute affidabili, tutto porta a lui.

Non può esser che Marco l'autore del colpo inferto tra le 11 e le 11.30 nell'appartamento a trattativa privata" sono queste le considerazioni del pm Beatrice Siravo che sta conducendo una analitica requisitoria già da oltre tre ore. Per la procura, dunque, sarebbero granitici gli elementi che collegherebbero Marco a Serena e l'omicidio alla caserma. La requisitoria è ancora in corso

La requisitoria dei pm Beatrice Siravo e Carmen Maria Fusco è iniziata da pochissimo, con l'annuncio che con alta probabilità le richieste di pena per gli imputati del delitto Mollicone - l'ex maresciallo Mottola, la moglie e il figlio Marco; Suprano e Quatrale - verranno avanzate lunedì, prima delle parti civili.
Il pm Siravo ha iniziato la lunga requisitoria proprio dalla porta, quella dell'appartamento a trattativa privata, considerata l'arma della porta. L'arma del delitto, le cause della morte, la ripresa della coscienza dall'informativa depositata dall'allora capitano Imbratta: una lunghissima ricostruzione. Si andrà avanti fino a sera.

di: Cdd