Un'altra vittoria in tribunale per Anito De Gasperis, protagonista suo malgrado di una lunga vicenda giudiziaria che lo ha reso famoso in tutta Italia come "il mandriano di Castelliri, oggetto di numerosi servizi tv trasmessi all'epoca da "Striscia la notizia".

Con al suo fianco l'avvocato Gabriele Leone, che da anni ne cura la difesa nei numerosi procedimenti a suo carico, l'allevatore e la moglie Silvana Rivera, entrambi imputati per il reato di pascolo abusivo ai danni di un terreno che il Comune sosteneva essere suo, sono stati assolti con formula piena.

Erano accusati di aver introdotto 93 capi di bestiame su un terreno di proprietà comunale nel 2015 e di aver causato dei danni. Il procedimento ebbe inizio con un decreto penale di condanna per 7.500 euro a cui De Gasperis fu condannato e a cui si oppose. Durante l'istruttoria è stato ascoltato un teste appartenente al Corpo forestale e acquisita la documentazione prodotta dalla difesa. Proprio da questi documenti, insieme a una precedente sentenza di assoluzione sempre del Tribunale di Cassino, è emerso che il terreno in questione, in località Sant'Elia, è stato erroneamente definito di proprietà comunale. Appartiene infatti alla collettività dei cittadini di Castelliri.

Si tratta, insomma, di un terreno "collettivo" di cui l'amministrazione cittadina è solo un mero gestore. In sostanza, trattandosi di un terreno collettivo, non c'è il requisito della "altruità" rispetto alla sfera giuridica dei cittadini di Castelliri. Mancando questo elemento, non può dunque ipotizzarsi il reato previsto e punito dall'articolo 636 del codice penale, il pascolo abusivo appunto, che invece rientra tra i delitti contro l'altrui patrimonio.
Da qui la decisione del tribunale di accogliere la tesi dell'avvocato Leone e assolvere De Gasperis perché il fatto non sussiste.