Il 29 maggio del 2019 un'improvvisa fuoriuscita di formaldeide, sostanza cancerogena, aveva provocato l'intossicazione di cinque infermieri in servizio alla sala operatoria. Per quel fatto, ieri, davanti al giudice monocratico del tribunale di Frosinone si è celebrato un processo a carico dell'ex commissario straordinario della Asl di Frosinone Luigi Macchitella. Il manager è finito a giudizio nella sua qualità di datore di lavoro in quanto, per l'accusa, «pur provvedendo ad eliminare le violazioni riscontrate in data 10 e 11 giugno 2019, ometteva il pagamento della relativa sanzione amministrativa».

Macchitella aveva ricevuto un decreto penale di condanna di 2.133 per il quale è stata proposta opposizione. E da qui il processo. L'ex commissario straordinario è difeso dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Gino Ranaldi che contestano le ricostruzioni dell'accusa, ritenendo che la responsabilità sul fatto competa ad altri e non al manager. Ieri è stato ascoltato come teste un tecnico della prevenzione del servizio Presal, il quale ha riferito che a seguito dell'ispezione è stato accertato il «mancato pagamento della sanzione». Il tecnico ha ricordato come il sindacato degli infermieri aveva «segnalato l'intossicazione nel blocco operatorio dove sono preparati i campioni per l'esame istologico». All'interno del macchinario, nel quale vengono caricati i campioni, c'è una «sostanza chimica composta al 4% da formaldeide».

Secondo il teste, «a seguito di un comportamento errato di un infermiere era stata rilasciata la sostanzia nell'aria e cinque infermieri si erano intossicati. Due sono finiti al pronto soccorso e tre hanno avuto un'assenza dal lavoro di due giorni». Al tempo stesso il teste ha chiarito che «la macchina non si doveva aprire, in quanto aveva un sistema di blocco automatico» che però non era scattato.

A seguito dell'accertamento del Presal «per l'uso delle attrezzature il personale non aveva ricevuta formazione e addestramento necessari». Contestato inoltre il non aver attivato da parte dell'Asl - all'epoca - una procedura di emergenza e non aver individuato le misure protettive per i rischi derivanti da una sostanza cancerogena. La Asl aveva ottemperato a tutte le prescrizioni degli ispettori, ma non aveva pagato la sanzione da qui il procedimento penale. Prossima udienza a settembre.