I primi tre erano stati arrestati subito dopo lo scippo del 20 giugno, al termine di un inseguimento iniziato a Frosinone e terminato a Veroli. Ora anche il quarto uomo della "batteria", sospettata anche di altri scippi nel capoluogo, è finito agli arresti.

Prosegue l'indagine che la squadra mobile di Frosinone sta portando avanti per ricostruire almeno sei rapine improprie poste in essere dal 12 al 20 giugno. Per ora vengono contestati, le ultime quelli al Lidl e in via Po. Ed è per questi che era scattata la misura a carico di Michele Partigianoni, 42 anni, di Monte San Giovanni Campano, Daniele Sera, 36, di Fontana Liri, e di Claudio Paolucci, 19, di Isola del Liri, quest'ultimo ai domiciliari. A loro ora si è aggiunto il fratello di Sera, Diego, 35 anni, ristretto ora nel carcere di Cassino.

Dopo aver compiuto uno scippo nell'area di parcheggio del Lidl, in via Maria a Frosinone, gli scippatori erano fuggiti a bordo di una Volkswagen Golf. Grazie alla prontezza di riflessi di un finanziere presente sulla scena, era iniziato l'inseguimento della vettura verso Veroli. Era stato quest'ultimo a dare agli agenti delle volanti precise indicazioni sul percorso del mezzo, bloccato a Sant'Angelo in Villa. Nel momento in cui gli agenti stavano procedendo all'esecuzione della misura, il quarto uomo - come ricostruito dalla questura - con scatto repentino, si lanciava dal balcone e si dava alla fuga nelle campagne circostanti, facendo perdere momentaneamente le proprie tracce. Così anche l'altro fratello Sera è stato arresto dagli agenti della squadra mobile unitamente ai carabinieri. I quattro sono difesi dagli avvocati Giuseppe Marino, Lucio Marziale e Pamela Cioci. Che ora stanno valutando se ricorrere al Riesame.

Ma le indagini non finiscono qui. Gli investigatori della squadra mobile, diretta da Flavio Genovesi, stanno ricostruendo gli altri quattro episodi, tutti avvenuti con modalità simili in modo da dare un volto agli altri autori. Secondo le accuse, infatti, prima venivano selezionate le vittime, anziane in uscita da negozi e centri commerciali, e poi venivano aggredite per impossessarsi della borsetta, molto spesso contenente cifre modeste. In alcune circostanze la vittima ha fatto resistenza ed è stata trascinata per alcuni metri, rimanendo ferita. Un altro particolare che ha colpito è che, mentre in occasione dei precedenti colpi il veicolo utilizzato era un mezzo rubato, il giorno della festa dei patroni è stata impiegata la Golf di proprietà di uno degli arrestati.