È scosso. Non si aspettava tanto clamore alla notizia: «Mi ha chiamato anche mio zio dall'America».
A parlare, al telefono, a fianco al suo avvocato è l'uomo che, lunedì sera, temendo ci fossero i ladri in casa ha scoperto la moglie con l'amante. Ora, come spiega l'avvocato Fabrizio Faustini, «stiamo approntando il ricorso per la separazione con addebito. E chiederemo anche i danni».

Il marito, che preferisce rimanere anonimo, ripercorre quanto accaduto l'altra notte. «Mia moglie lavora alcuni giorni la mattina presto, così mi trasferisco con il bambino dai miei a Ripi, in caso ci sia qualche emergenza al lavoro. L'altra sera stavo ritornando dal lavoro quando una mia amica mi ha chiamato. È stata lei ad avvisarmi, non i vicini. Mi ha detto di aver visto una persona vestita di nero con i pantaloncini correre sul vialetto di casa. A quell'ora, saranno le state le 23, ho pensato che poteva essere solo un ladro. Io abito in affitto, ho fatto dei sacrifici per la casa e mi sono allarmato. Ho chiamato un amico e i miei cugini, che sono venuti anche loro, quindi l'avvocato. Sono loro che mi hanno consigliato di chiamare il 112.

Ho fermato la macchina poco prima di casa. I carabinieri di Ceccano sono arrivati subito. Ho spiegato la situazione e mi hanno chiesto di far vedere dov'è casa mia. Sono salito insieme a un carabiniere che ha estratto la pistola. Abbiamo provato, senza far rumore, ad aprire con la chiave, ma nella toppa c'era l'altra chiave e non si apriva. Così ho suonato». Ed è qui che la situazione si complica.

«Dopo un po' è venuta ad aprirmi mia moglie: addosso aveva solo una maglietta lunga. Mi sono affacciato e ho visto una persona che si stava rimettendo le mutande e voleva scappare dalla finestra. I carabinieri l'hanno ripreso e l'hanno fatto ricomporre. Io gli gridavo: "Ma chi sei?". Lui mi chiamava per nome, come se mi conoscesse. Mi diceva di stare tranquillo, che "questa è casa mia e questa è mia moglie". Lui mi istigava. Alla fine mi hanno portato giù. Le uniche parole che ho detto a lei sono state "Ti devi vergognare". Poi ho chiamato il padre». Nel frattempo nella zona, alla periferia di Ceccano, sono intervenute altre persone. C'era anche la figlia della padrona di casa. «Alla fine mi sono sfogato un po'», ricorda l'uomo che ora ha incaricato il legale di avviare le pratiche per la separazione.