Appartamenti popolari occupati per lo spaccio, dopo gli arresti scatta la restituzione degli immobili all'Ater.
Mercoledì, la squadra mobile di Frosinone, coadiuvata da due equipaggi del reparto Prevenzione crimine Lazio e da un'unità dei cinofili di Nettuno, ha effettuato un blitz in via De Mattias, allo Scalo. Sono stati arrestati tre albanesi di cui uno residente in provincia, poi finito agli arresti domiciliari a Tecchiena, un altro residente a Fabriano, nelle Marche, e il terzo senza una residenza fissa che, però, da qualche tempo si era trasferito proprio in uno degli appartamenti risultati occupati abusivamente. Per questi ultimi due, all'esito dell'udienza di convalida, è scattato il divieto di dimora nella provincia di Frosinone.

Nel corso dell'operazione di polizia, i tre erano stati notati mentre cercavano di allontanarsi verso i piani superiori del fabbricato. Così, sono stati fermati e controllati. A quel punto gli agenti hanno deciso di procedere ad una perquisizione domiciliare dell'appartamento, sito al piano terra dello stabile, dove secondo l'accusa avveniva l'attività di spaccio.

Gli agenti hanno allora rinvenuti e sequestrato 62 involucri in cellophane trasparente contenenti circa 17 grammi di cocaina, occultati all'interno di una pentola, 25 involucri di hashish, per un peso complessivo di oltre 120 grammi, nascosti all'interno di un pallone da calcio; 3 pastiglie di colore rosa ed a forma di cuore di sostanza risultate essere ecstasy, trovate sempre nel pallone nonché 1.750 euro in banconote di vario taglio, occultate all'interno di un pentolino, ritenuti provento dell'attività di spaccio.

In base agli accertamenti condotti dalla questura, i tre cittadini albanesi avevano occupato abusivamente anche altre due abitazioni, al primo e al secondo piano dello stesso stabile. Ragion per cui, al termine dell'operazione gli immobili sono stati riconsegnati all'Ater. Stando a quanto ricostruito dagli agenti diretti dal dirigente della squadra mobile Flavio Genovesi, l'attività di spaccio avveniva con un metodo ormai collaudato, ovvero attraverso una finestrella protetta da una grata adiacente al portone di ingresso dello stabile.

Avendo uno dei tre un appartamento a Tecchiena, le perquisizioni si sono estese anche lì con il sequestro di altro hashish, un bilancino di precisione, ma soprattutto di 5.570 euro in banconote di vario taglio. I tre albanesi di 22, 20 e 29 anni sono stati così arrestati per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Per la convalida sono stati assistiti dall'avvocato Riccardo Masecchia. Quello con la residenza ad Alatri è finito lì agli arresti domiciliari, mentre per gli altri due, non essendo di fatto residenti in provincia, è scattato il divieto di dimora in Ciociaria.

Ora scatteranno altri accertamenti, sugli acquirenti per capire come veniva gestita la piazza di spaccio e sulla sostanza stupefacente con una perizia per stabilirne qualità e principio attivo. Ma, soprattutto, l'operazione ha consentito di liberare e rimettere immediatamente nella disponibilità dell'Ater i tre appartamenti di via De Mattias. «Il fenomeno dell'occupazione abusiva di immobili di edilizia popolare da destinare ad attività legate allo spaccio di stupefacenti e ad altri traffici illeciti, con la conseguente sottrazione di tali residenze ai cittadini bisognosi, è emerso anche nell'ambito di altre attività investigative della squadra mobile, che è costantemente impegnata anche nel recupero di tali importanti risorse del patrimonio pubblico, elemento nodale delle politiche abitative del welfare», fanno sapere dalla questura.