La società Energia Anagni è pronta a controbattere sui rilievi presentati dagli enti, nella conferenza dei servizi dello scorso aprile, che si oppongono all'impianto di biodigestione progettato per Anagni. Lo farà con una mole di documenti e atti, depositati in vista dell'ultima riunione alla Regione Lazio fissata al prossimo 11 luglio, quando si deciderà se autorizzare o meno l'impianto per il trattamento di forsu, la frazione organica del rifiuto solido urbano. In discussione ci sarà il rilascio dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale), ultimo passaggio dopo l'esito positivo del procedimento di Via (valutazione impatto ambientale) risalente a giugno 2021.

Ed è proprio in quella sede, in base ai documenti prodotti da Energia Anagni che verranno esaminati nella prossima conferenza dei servizi, che il Comune avrebbe dovuto sollevare le sue obiezioni. Pertanto, è quanto ritiene la società formata da A2A, Saf e Saxa Gres, le obiezioni contenute nel parere negativo dell'ente «sono inammissibili, in quanto tardive posto che il Comune avrebbe dovuto porle nell'ambito del procedimento di Via». Stesso ragionamento per i vincoli urbanistici e per tutti gli altri rilievi avanzati. Partendo dal presupposto che il progetto, evidenzia Energia Anagni, ha già ottenuto «la compatibilità ambientale, nel contesto della quale il Comune di Anagni, con parere del sindaco, si è espresso favorevolmente».

Il riferimento è alla posizione che Daniele Natalia assunse prima di cambiare idea e opporsi al progetto. Un parere favorevole che resta agli atti. Infine, il più volte discusso parere sanitario. Nella conferenza dei servizi, la società evidenzierà che la normativa «individua esclusivamente nel sindaco l'organo competente ad esprimersi nell'ambito del procedimento di Aia», mentre «il parere pervenuto agli atti del procedimento è sottoscritto dal responsabile del servizio urbanistico, organo non competente».