Dichiara di aver vissuto in Italia per almeno 10 anni, ma non era vero nulla. Ha fatto carte false per poter ottenere il reddito di cittadinanza. In realtà aveva fatto ingresso nel territorio nazionale solo da marzo del 2017. Queste le accuse a cui deve rispondere un ventottenne del Mali, residente a Ceccano.
Nei giorni scorsi sono state concluse le indagini nei suoi confronti, accusato di aver percepito indebitamente il sussidio. L'indagato si è rivolto all'avvocato Antonio Ceccani.

La ricostruzione
Un avviso di conclusione indagine è stato notificato a un ventottenne del Mali ma residente a Ceccano. Stando alle accuse, ad aprile dello scorso anno, il giovane ha presentato la richiesta all'Inps per ottenere il sussidio, fornendo però false dichiarazioni. In particolare, l'indagato, sempre stando a quanto gli viene contestato, ha dichiarato di aver risieduto in Italia per dieci anni e in modo continuativo, sempre nel territorio nazionale, almeno 2 anni. Ma dai controlli è emersa tutt'altra verità. È emerso che il giovane solo cinque anni fa aveva fatto ingresso in Italia. Pertanto è finito nei guai con l'accusa di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Il ragazzo, come detto, è difeso dall'avvocato Antonio Ceccani. Sono diversi i cittadini ciociari che ingiustamente, dall'inizio dell'erogazione del sussidio, hanno percepito il reddito facendo carte false, ma che sono stati scoperti e denunciati dalle forze dell'ordine.