Ieri mattina sulla pec dell'ingegnere Roberto Ricci, delegato alla procedura per la privatizzazione di Acqua e Terme Fiuggi Spa, è giunta formale offerta per la gestione degli asset ricadenti nel lotto 1 del bando di gara (terme e imbottigliamento) da parte di una cordata d'imprenditori che vede protagonisti il vice presidente di Confindustria e presidente del Frosinone Calcio Maurizio Stirpe, il presidente della Saxa Gres, Francesco Borgomeo, il top manager fiuggino Gianfranco Battisti e l'imprenditore Nicola Benedetto con interessi nel settore alberghiero, proprietario tra gli altri del Grand Hotel Gattini nel cuore di Matera, e nel settore della editoria con quote importanti nella società editrice di Verità e Panorama.

Il tutto corredato dalle necessarie garanzie finanziarie, un milione e 350.000 euro in contanti con bonifico bancario, pari al 25% del valore del pacchetto azionario periziato in 5,4 milioni di euro. A darne notizia è stato il sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini, nel corso del consiglio comunale di ieri pomeriggio, con la soddisfazione e la consapevolezza di chi stava celebrando il suo trionfo personale, della sua maggioranza e di quelle componenti politiche che hanno sempre sostenuto la privatizzazione di Atf anche dai banchi dell'opposizione.

Fiuggi porta a casa un risultato straordinario al quale soltanto pochi mesi era difficile credere. Sul quale il sindaco sin da subito aveva scommesso facendone il nocciolo duro del suo programma elettorale, per questo oggi può senz'altro affermare "missione compiuta". Il traguardo è molto vicino, si rendono però necessari tutta un'altra serie di passaggi: la nomina della commissione che dovrà valutare se l'offerta, a questo punto unica perché la cordata guidata da Massimo Caputi ha desistito, è congrua con i criteri fissati nel bando di gara. Così come pure quella dei giorni scorsi, relativa al lotto 2 (campo da golf e centro benessere).

Sulla scorta, poi, dell'accordo di programma, necessiterà anche il via libera da parte della Regione Lazio, titolare delle concessioni e subconcessioni minerarie. Un passaggio di natura formale piuttosto che sostanziale. E se tutto filerà per il verso giusto, entro l'autunno prossimo la oligominerale Fiuggi con i suoi mille anni di storia, le cui virtù terapeutiche si perdono nella notte dei tempi per bocca anche di migliaia di personaggi storici tra i quali Papa Bonifacio VIII e Michelangelo Buonarroti, passerà in mano private.

Maurizio Stirpe, Francesco Borgomeo e partner porteranno a casa un brand ancora oggi ai primi posti per percezione su scala mondiale nel settore beverage. Per molti una "Ferrari" con il freno a mano tirato pronta a tornare a sfrecciare se guidata da imprenditori capaci. L'aria che si respira a Fiuggi è di grande entusiasmo e ritrovato ottimismo. Si palesa quella finanza privata tanto sperata, con un sogno comune nel cassetto, riportare Fiuggi e questo pezzo di Ciociaria ai livelli che le competono. E se Maurizio Stirpe pochi mesi fa nel presentare un altro progetto relativo al centro sportivo, intendeva questo quando parlò di "identità ciociara e imprenditori di questa terra disposti a mettersi in gioco", allora tanto di capello.