Voto di scambio a Cassino, citazione diretta a giudizio, a conclusione indagini, per i cinque coinvolti. Inizia il processo davanti al giudice monocratico, con fissazione di udienza al 14 febbraio 2023, per il consigliere comunale Tommaso del Pd Marrocco, per Michele Marra, Antonietta Morelli, Elio Valente e Valentina Colella. Due i filoni di indagini che le elezioni del 2019 hanno prodotto.

Il primo è proprio quello su un presunto voto di scambio partito dalla diffusione, nel mese di luglio del 2020, su Youtube di un video dal titolo "Voto di scambio? Parla una persona anonima che racconta la sua versione sulle passate amministrative", nel quale una donna, candidata consigliere in una lista alle amministrative del maggio 2019 per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale di Cassino, raccontava che uno dei candidati della sua lista, poi eletto consigliere comunale, le aveva promesso un posto di lavoro se l'avesse aiutato a ottenere un congruo numero di voti di preferenza. Ma non è tutto. Spiegano gli inquirenti che la donna avrebbe anche fotografato la sua scheda elettorale sulla quale aveva espresso la preferenza per sé e per l'altro candidato. Una gesto che doveva fungere da "prova".

Ma dalle indagini condotte dagli agenti dell'ufficio Uigos del Commissariato di Cassino, diretto dal vice questore Giovanna Salerno, sotto il coordinamento dei sostituti Bulgarini Nomi e De Franco e del procuratore d'Emmanuele, è emerso che anche altre le altre tre persone, contattate dallo stesso candidato, avrebbero ricevuto la promessa di un posto di lavoro in cambio del voto. Ora sono sotto processo tutti e cinque i coinvolti per le ipotesi di reato di "voto di scambio" mentre alla donna è stata anche contestata l'ipotesi di aver illecitamente introdotto all'interno della cabina elettorale il telefono col quale aveva fotografato la scheda.

Un'altra indagine ha riguardato lo stesso periodo storico ed è quella sulle firme false a sostegno della presentazione della lista del Pd per le elezioni a Cassino, dove è già arrivata la fissazione udienza per le tre persone finite nel secondo troncone d'indagine aperto dopo la tornata elettorale del maggio 2019.