«Mettere in correlazione la rigenerazione dei territori con la bonifica delle aree contaminate rappresenta un importante passo avanti rispetto alla presa di coscienza delle opportunità che comunque si hanno una volta che si concludono le bonifiche. A questo può portare in termini di risanamento ambientale e di sviluppo dei territori un approccio diverso». Lo ha affermato, in un messaggio agli Stati Generali del Mediterraneo per la rigenerazione dei territori che si sono aperti a Viggiano in Basilicata, la sottosegretaria al MiTE Ilaria Fontana. «La bonifica – ha proseguito Fontana – è la cura di una ferita che un territorio ha, quindi è necessario portarla avanti, ma è necessario anche avere un approccio propositivo e costruttivo, con la bonifica che non deve essere vista come un ostacolo ma appunto come la cura per il proprio territorio e soprattutto per la rigenerazione del territorio».

Un nuovo approccio «che si ha grazie ad un lavoro sicuramente politico, sicuramente amministrativo da parte di tutti gli enti coinvolti e interessati dal punto di vista pubblico, ma anche di tutta la parte del settore privato coinvolto per le bonifiche, le associazioni e i cittadini. Il lavoro di squadra, il fare rete, è fondamentale». Un tema questo delle bonifiche, ripreso dal sottosegretario Fontana, frusinate, che tocca molto da vicino la provincia di Frosinone che ha il Sin Valle del Sacco. Si ricorda come a fine aprile ci fu un botta e risposta a distanza tra il presidente della Regione Zingaretti, che chiedeva una sospensione del decreto di perimetrazione del Sin, e il sottosegretario sulla questione con quest'ultima che, senza giri di parole, aveva detto che «se la Regione Lazio ritiene, potrà farsi parte attiva nella richiesta di riperimetrazione del Sin "Bacino fiume Sacco" ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 152/2006.

La riperimetrazione vigente ha visto un procedimento ampiamente partecipato del quale la Regione Lazio, i Comuni e Arpa Lazio sono stati attori principali. Oggi non servono "colpi di spugna", bensì intervenire celermente sugli interventi programmati necessari alla bonifica dei territori contaminati contestualmente continuando nel percorso, già intrapreso, verso le semplificazioni, come il decreto ministeriale "interferenze", in via di adozione, dimostra. Le bonifiche sono la cura, non certo il problema».