Strage in A1, il giudice dispone un'altra perizia. Una scelta a sorpresa, ieri, dopo la richiesta di rito abbreviato condizionato a una consulenza di parte, già depositata. Il giudice ieri ha deciso di rinviare all'udienza del 13 luglio per ascoltare un testimone - un ragazzo che prestò i primi soccorsi alle vittime - e nominare il perito. I familiari della famiglia Acri, anche ieri in aula, presenti anche ieri, restano in attesa di giustizia. Nell'incidente avvenuto nel 2018 in A1, a Roccasecca, persero la vita sul colpo Stanislao Acri (candidato sindaco con il Movimento Cinque Stelle a Rossano), sua moglie Daria Olivo - entrambi avvocati di 35 anni - e il piccolo di sei mesi.

Una tragedia senza fine. Nel tremendo impatto avvenuto nel luglio del 2018 tra la Lancia Y su cui viaggiavano le vittime e un furgoncino condotto da un uomo della provincia di Cuneo, la famiglia di Rossano Calabro non ebbe avuto alcuno scampo. Immediati i soccorsi, con l'intervento dei vigili del fuoco e della polizia della Sottosezione A1 di Cassino che ebbe il difficile compito di eseguire i rilievi e ricostruire la dinamica. Il caso tornato nelle aule del palazzo di piazza Labriola non è nuovo.

Già diverse le udienze: quella di opposizione all'archiviazione sulla morte della famiglia Acri, poi quelle necessarie a decidere sulle questioni preliminari, in primis sulla costituzione di un'associazione che sostiene i familiari vittime della strada: un "nodo" che ha comportato molti mesi di ulteriore attesa. Poi il "sì" all'ammissione dei familiari- la sorella Francesca, che assistita dagli avvocati Cozza e Gentile resta sempre in campo con grande forza e coraggio accanto alla mamma - ma nessun consenso per l'associazione. Quindi un ulteriore rinvio per questioni tecniche. Poi la proposta di un abbreviato condizionato alla perizia depositata. E ieri l'inattesa richiesta