Lite tra poco più che bambini in piazza. Entrambi minori di dieci anni alzano i toni per questioni di poco conto, in una manciata di minuti arrivano alle mani. Succede, però, che a pochi metri - in una piazza gremita - c'era anche il padre di uno dei due che entra a gamba tesa nella zuffa, prendendo le difese del figlio. Ma non si ferma a separarli, magari con una ramanzina come si deve. Il genitore, vedendo il figlio in difficoltà, prende (questa è l'accusa) di peso il"rivale" del bimbo, tirandolo per un orecchio. Anzi, diranno le accuse, addirittura sollevandolo. Per poi strattonarlo per un braccio davanti a tutti, fino a raggiungere a non molta distanza i genitori dell'altro.

Insomma, una situazione sfuggita in pochi istanti di mano. Fatto sta che da una lite nata tra minori per questioni di poco conto si è passati in un'aula di tribunale vera e propria in un battito di ciglia. La famiglia del bimbo che sarebbe stato preso per un orecchio e poi strattonato - rappresentata dall'avvocato Carlo Risi- ha infatti denunciato l'uomo, accusato di percosse ai danni del figlio minore. Una vicenda che risale al 2017. Si instaura il processo. Il padre finito davanti al giudice invoca la legittima difesa: avrebbe infatti sostenuto di essere intervenuto in soccorso del figlio che stava avendo la peggio. Ma il tribunale non ha ritenuto applicabile il principio della legittima difesa per due ragioni: innanzitutto perché il principio può sussistere laddove si parli di un'aggressione unilaterale. Entrambi i minori, come emerso poi in udienza, avrebbe invece riportato piccole escoriazioni a dimostrazione della reciprocità della violenza.

E poi perché ci sarebbe da valutare una questione di proporzionalità: il genitore intervenuto, insomma, secondo il giudice si sarebbe dovuto limitare a dividere i ragazzini. L'uomo è stato condannato dal Giudice di pace di Cassino a circa 800 euro di multa e a quasi 1.000 di risarcimento danni,oltre alle spese processuali.Nei giorni scorsi la conferma della condanna in appello. Peraltro sarebbe poi partita una (contro) denuncia nei confronti del bambino per lesioni, discussa davanti al Tribunale dei minori di Roma. Non solo non era imputabile per l'età - ha spiegato la difesa - ma non è stata solo disposta l'archiviazione: il gip con una camera di consiglio ha prosciolto il piccolo perché il fatto non sussiste. Disponendo poi l'archiviazione per la non imputabilità.