I giovani, e non solo, hanno riscoperto il gusto di vivere e frequentare il centro storico. Una tendenza che è dimostrata dalle migliaia di persone che, ad esempio, affollano la zona a partire da piazzale Vittorio Veneto, passando per corso della Repubblica, via Maccari fino a largo Turriziani grazie anche alla fortunata iniziativa "Le Terrazze del Belvedere". «Mi si apre il cuore nel vedere così tanta gente che ha riscoperto la parte antica di Frosinone. Sembra di essere tornati agli anni Ottanta del secolo scorso, quando nel fine settimana, tra corso della Repubblica e viale Marconi, la famosa provincia, i marciapiedi erano affollati di ragazzi» dice con una punta di orgoglio e di emozione l'assessore al centro storico Rossella Testa.

Un successo che, tuttavia, parte da lontano e che arriva al culmine di un percorso di studio, pianificazione e programmazione. «Nulla, infatti, accade a caso - sottolinea Rossella Testa - "Le Terrazze del Belvedere" niente altro è che la tappa, forse più importante, di un iter iniziato nel 2014 con la creazione di un assessorato dedicato al centro storico.Oggi se la gente è tornata ad innamorarsi della parte antica della città, se il centro storico è tornato di nuovo appetibile, se ha recuperato la sua dimensione di polo attrattore lo si deve ad un grande lavoro di studio, di analisi e di programmazione che sto portando avanti, come responsabile della delega al centro storico, da otto anni».

Che cosa avete fatto in questi anni?
«C'è da fare un doverosa premessa prima di ogni ragionamento. Dobbiamo, cioè, prima capire da dove siamo partiti. L'amministrazione Ottaviani, nel 2012, all'atto del suo insediamento ha ereditato, sul centro storico, una situazione che definire disastrosa è un eufemismo. Nel 2011, infatti, in limine finis dell'ultima amministrazione di centrosinistra che ha governato la città, secondo un report di Ancsa - Cresme, su dati Istat aggiornati al 2011, il 52% delle abitazioni nel centro storico era vuoto. Un risultato che poneva Frosinone in testa a una classifica speciale a livello nazionale che fotografava lo svuotamento delle zone antiche delle città italiane. Undici anni fa gli immobili vuoti erano 653 su 1.271. Nella classifica del valore patrimoniale di tutte le case del centro storico, Frosinone si piazzava al 94º posto con 174 milioni di euro con un prezzo medio di 1.438 euro a metro quadro. Senza contare il depauperamento economico e demografico».

A quel punto cosa è successo?
«Un cambio di tendenza era necessario, ma non poteva essere operato con interventi spot. Serviva una strategia di ampio respiro. Abbiamo pensato così a un piano di gestione, denominato "Frosinone Alta", sul modello di quelli elaborati per i siti tutelati dall'Unesco, ma che noi abbiamo riadattato alle nostre esigenze e alla nostra realtà. Un pool di esperti, che ha prestato la propria opera a titolo totalmente gratuito, composto dall'architetto Silvia Bottoni,dal grafico ed esperto di marketing Salvatore Lala e dai funzionari comunali Simona Tosti, Daniela Bordignon e Francesca Martino ha confezionato il documento.

Uno studio multidisciplinare, integrato che ha consentito di individuare la strada da seguire. Dalla analisi delle criticità e dei punti di forza del centro storico ha preso forma un Piano che fin dall'inizio ha avuto l'obiettivo di proteggere e migliorare l'economia, con visibili conseguenze sul tessuto urbano, ambientale e sociale del capoluogo intero. Il Piano di gestione, sfruttando una metodologia sistematica e innovativa, sta rappresentando una risposta concreta e incisiva a problematiche oggi sempre più diffuse nei centri storici italiani, puntando al rilancio, alla conservazione e alla valorizzazione del territorio secondo una logica di tutela e di sviluppo. Una strategia organica, che si basa su uno studio approfondito delle problematiche e delle potenzialità dell'intero quartiere, che indica una strada ben precisa da seguire per tentare in maniera credibile un vero rilancio della zona di cui potrà beneficiare tutta la città».

Ma nel concreto, assessore, cosa è accaduto in questi anni?
«La risposta ce l'ha data l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. In un recente rapporto, infatti, ha scritto che "le politiche attrattive intraprese dal Comune, continuano a dare frutto sul lungo periodo, su processi socio – urbanistici che richiedono intervalli di tempo ampi per attuare una inversione di tendenza". Nella gran mole di numeri su compravendite e affitti raccolti dall'Omi spiccano alcuni dati principalmente: tra il 2015 e il 2021 i contratti di locazione sono cresciuti del 40,83%, nonostante due anni di pandemia; le compravendite di immobili sono cresciute, in sei anni, del 10%, nonostante due anni di pandemia che ha fermato l'economia.

Se nel 2015 per acquistare un immobile nel centro storico si spendevano in media 108.500 euro, nel 2021 il prezzo è salito a 203.850 euro, un dato che certifica come gli immobili siano diventati più appetibili; tra il 2015 e il 2021, per quanto riguarda le locazioni, la variazione del costo degli affitti è aumentata del 26,85%, segnale che c'è una grande richiesta da parte dell'utenza. E non tralascerei il fatto che durante l'emergenza sanitaria, in centro storico, hanno aperto ben 24 nuove attività da parte di giovani imprenditori».

Poi è arrivato "Le Terrazze del Belvedere"
«Sì ma non dimenticherei di citare il Festival dei Conservatori, il Teatro tra le porte, Cerchiamo il centro, Fioriamo il centro e molto altro, lo staging immobiliare del piano di gestione che ha consentito a tanti proprietari di affittare i propri immobili, i progetti finanziari della Banca Popolare del Cassinate legati a "Frosinone Alta" che hanno sostenuto la giovane imprenditoria che ha scommesso sul centro storico, lo sconto di due punti dell'Imu sugli immobili del centro storico. "Le Terrazza del Belvedere" è stato un capolavoro.

La nostra amministrazione ha assegnato gratuitamente, tramite un bando che ha visto giungere richieste da tutta la regione, spazi pubblici assimilabili a dehors ad attività di ristorazione e somministrazione bevande per aiutare gli esercenti dopo le difficoltà legate alla pandemia. Abbiamo organizzato contestualmente iniziative che stanno richiamato migliaia di persone ogni sera, facendo recuperare al centro storico quel blasone che si era appannato. Mi sento di ringraziare tutti quegli operatori commerciali che hanno colto al volo l'opportunità offerta dall'amministrazione Ottaviani e hanno intuito e capito la portata del progetto che sta producendo risultati straordinari anche per l'economia cittadina. Tutto ciò è la migliore risposta ai soliti disfattisti da salotto, ai leoni da tastiera da cui non è mai arrivato un contributo di idee per aiutare la città».