Una giornata davvero speciale per gli studenti dell'Itis Majorana. I ragazzi accompagnati da don Francesco Vennitti, per l'occasione in veste anche di docente, e dal dirigente scolastico Pasquale Merino, si sono recati mercoledì in Vaticano dove hanno incontrato papa Francesco. Con loro anche una famiglia ucraina. Nei mesi scorsi, infatti, i ragazzi del Majorana si sono impegnati davvero tanto per supportare, aiutare e raccogliere derrate da inviare alla popolazione ucraina.

Ma hanno anche aperto le porte delle loro aule e i loro cuori ai coetanei arrivati da quel luogo che sembra così lontano ma che, in realtà, è molto più vicino di quanto si possa immaginare. Il loro impegno, la loro passione e i loro sorrisi sono stati il vero valore aggiunto a un'ondata di solidarietà che si è levata dalla città martire e da tutto il territorio fin da subito. Lo stesso don Francesco nelle prime settimane dopo l'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo, si era messo in moto, in tuti i sensi.

Dopo aver avviato una raccolta con la parrocchia di Sant'Antonio e con don Benedetto, si era messo alla guida per portare tutti fino ai confini tra Poloni e Ucraina, facendo una tappa anche in una struttura che ospita bambini, anche molto piccoli, rimasti soli. Il Papa ha ringraziato i ragazzi e il dirigente Pasquale Merino per quanto i ragazzi, non solo del Majorana pure di tutte le altre scuole della città martire, sono riusciti a realizzare, sicuramente per la raccolta di beni di prima necessità, ma anche e soprattutto per il loro impegno nell'accompagnare quotidianamente i giovani adolescenti ucraini nelle attività scolastiche, di integrazione e di inclusione.

«È stata una giornata indimenticabile - ha commentato a margine don Francesco - e sicuramente l'anno prossimo tutto l'isti tuto, docenti, ragazzi, personale, chiederanno un'udienza per ringraziare il Papa per la sua grande opera e per averli accolti già quest'anno». Emozionato il dirigente Merino che, da sempre, è al fianco dei suoi studenti, nelle difficoltà, nei successi, nelle gioie e nell'impegno per rendere la scuola un mondo migliore in cui crescere e diventare uomini e donne dai valori saldi.