Lavori fermi da giorni ormai in piazza Diamare, dopo le polemiche per l'albero tagliato, poi il basolato finito sotto la lente di storici, esperti e curiosi, nessun operaio è stato più visto al lavoro, ora nel mirino sono finite le piante rimaste e gli "inquilini". Sì, perché a breve dovrebbe arrivare la ditta incaricata di prelevare le piante salvaguardando le radici per portarle a dimora senza creare disagi all'albero. Forse, in questo modo, sarà possibile poi riposizionare le piante altrove in città senza che queste muoiano come già accaduto per gli altri alberi tolti da piazza Diamare e spostati alla villa comunale. Ad alzare i toni, ancora una volta, è Salvatore Avella dei Gre. È stato proprio l'ambientalista a sollevare in prima battuta la questione dell'albero tagliato. E ora la preoccupazione è per i nidi presenti tra le fronde degli alberi rimasti che andranno sradicati e trasportati altrove. Un danno importante per la fauna.

«Si prendono decisioni senza valutare tutti gli aspetti - ha evidenziato Avella - Non è "solo" un albero, o "solo" un nido. È un habitat, una risorsa per l'ambiente di questa città, già abbastanza martoriata negli ultimi anni». Quegli alberi, a prescindere dall'eventualità della possibilità della presenza di nidi, rappresentano un luogo di riparo per gli uccellini, anche nelle ore notturne, e sono davvero tanti gli animalisti che si sono uniti agli ambientalisti della città martire in un unico coro contrario al progetto di pedonalizzazione di piazza Diamare secondo queste indicazioni: «Pedonalizzare va bene, ma non farlo a discapito del verde e degli animali». L'amministrazione fin dalle prime polemiche fu chiara: i lavori sono in corso e andranno avanti, con tutte le tutele possibili per verde, animali e cittadini.