Le "ragazze e i ragazzi", che hanno frequentato il liceo Classico "Giosuè Carducci" negli anni scolastici 1961-1966, si sono riuniti ancora una volta per conservare una consuetudine che risale al 1986, mai interrotta e per ritrovare la gioia e le emozioni dello stare insieme. Hanno voluto condividere i momenti più significativi di una vita trascorsa nella scuola e fuori della scuola, che hanno lasciato tracce indelebili nella memoria. «L'ultimo incontro si era tenuto a Montecassino nel gennaio del 2018 - raccontano Ermisio Mazzocchi e Mena Di Cicco - aveva dom Donato Ogliari. Un incontro diverso dagli altri perché arricchito da iniziative di grande interesse, avvenuto in un importante contesto culturale, storico e artistico».

Il Covid19 ha interrotto la tradizione, ma quest'anno i compagni di classe si sono ritrovati. L'esperienza positiva del 2018 ha invogliato tutti a ritornare a Montecassino, che rappresenta per la comunità del cassinate un legame identitario e per l'intera umanità un punto di riferimento rilevante della cultura e un simbolo di rinascita e di profonda solidarietà. «L'evento, che ha come fine quello di rinsaldare un'antica amicizia, vuole avere anche il significato di un messaggio per la pace - evidenziano Mazzocchi e Di Cicco - Tale vuole essere l'intento delle "ragazze e dei ragazzi" degli anni sessanta».

La loro è una generazione che ha vissuto la rinascita del Paese. Uno sviluppo economico e culturale che ha offerto loro l'opportunità di misurare il valore della pace, di crescere nella democrazia, di ribellarsi a qualsiasi forma di violenza, di rifiutare ogni degenerazione prodotta dalle guerre. La loro voce ha avuto echi in tutto il mondo, soprattutto quando si è gridato contro le distruzioni e le stragi generate dai tanti conflitti. «In quegli anni i giovani inneggiavano agli ideali di pace e di libertà e al rispetto dell'autodeterminazione dei popoli - aggiungono Mazzocchi e Di Cicco - Quegli ideali, forti allora, sono oggi più che mai validi, nel momento in cui si sta vivendo la tragedia della guerra russo-ucraina come anche quella in altre parti del mondo».

L'incontro si è tenuto oggi alle 13 al ristorante "Antica Masseria" all'Albaneta. La natura che ha fatto da cornice si presenta nel momento più esuberante della primavera offrendo uno dei panorami più belli di Montecassino. Questi luoghi durante l'ultimo conflitto mondiale furono completamente devastati dai bombardamenti e il monastero e gli edifici adiacenti ridotti a un cumulo di macerie. La loro rigenerazione, la rivincita della vegetazione, che anno dopo anno si ripropone nel suo splendido rigoglio, e la vittoria degli uomini sulle rovine, testimoniano la certezza che la vita può sempre prevalere.

«Questo evento, oltre ad avere un preciso significato per l'affermazione del valore dell'amicizia, ha rappresentato un'occasione per guardare con più fiducia al futuro e con più serenità alla vita. Una certezza che è necessario offrire alle future generazioni insieme a quel patrimonio di valori, tra i quali fondamentali l'amicizia e il rispetto degli altri, determinanti per creare un mondo in cui regnino l'armonia e la pace - evideziano - Senza di essi l'esistenza risulterebbe sterile e svuotata di ogni gioia.

L'iniziativa, sollecitata da molti, accolta da tutti con piacere, è stata allietata dalla musica e dalle canzoni, dell'amico cantautore Donato Rivieccio. Tra le sue composizioni "Vecchia Cassino" (parole di G. Salveti, musica di D. Rivieccio) ha fatto rivivere le antiche tradizioni di una città che ha subito nel corso degli anni profonde trasformazioni, che è cambiata, ma che rimane nel cuore di tutti. Come pure si vuole mantenere viva quell'amicizia, nata sui banchi di scuola e che si è solidificata nel tempo, e conservare integra una bella e coinvolgente tradizione». E così anche per gli studenti degli anni '60 suona la campanella... ancora una volta.