Affascinata dal mondo della moda, aveva risposto ad una richiesta di amicizia su Facebook di un utente che l'aveva invitata a contattare e incontrare un proprio amico molto influente nell'ambiente di cui sognava di far parte. Ma da lì è iniziato l'incubo per una donna di Roma. Nei guai è finito un cinquantenne, C.F. di Frosinone, accusato dalla vittima di revenge porn. L'uomo ha patteggiato la pena a un anno. Stando alle accuse ha raggirato e tentato di estorcere denaro alla donna, minacciando di diffondere video e immagini di loro momenti intimi anche al fidanzato.

La ricostruzione
Accusato da una donna romana di averla raggirata con false promesse di accesso al mondo della moda e di aver poi tentato di estorcerle denaro, minacciandola di trasmettere foto e video di momenti intimi trascorsi consensualmente insieme, un frusinate, assistito e difeso dall'avvocato Dario Simonelli, ha deciso di patteggiare davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Civitavecchia ottenendo una condanna ridotta ad 1 anno e un mese e 700 euro di multa con l'ulteriore beneficio della sospensione condizionale della pena. Secondo quanto prospettato agli inquirenti, dopo una serie di incontri con il ciociaro in un albergo di Frosinone senza ottenere alcuna conferma delle promesse che le erano state fatte, tra cui l'inserimento in un'agenzia fotografica e la realizzazione di spot per alcuni marchi nazionali, la donna aveva deciso di interrompere ogni incontro ricevendo poi una richiesta economica per evitare la diffusione delle foto e dei video intimi tra i due nonché la trasmissione delle stesse al proprio fidanzato. La denuncia della romana, con l'ipotesi di reato di revenge porn, art. 612 – ter c.p., è stata avviata con codice rosso, specifica procedura d'emergenza introdotta con una legge del 2019 per i reati che rientrano nella violenza domestica o di genere e che impone alle forze dell'ordine ed alla Procura della Repubblica di intervenire tempestivamente per evitare che la vittima di questi delitti possa subire conseguenze irreversibili. Immediatamente sono scattati i sequestri del computer e pc del frusinate. La Procura della Repubblica di Civitavecchia, competente territorialmente, ha inteso però procedere per il più grave reato di tentata estorsione che con la richiesta di patteggiamento presentata, considerato il comportamento collaborativo dell'imputato e la sua incensuratezza, ha subito una ulteriore riduzione di pena con sospensione condizionale.