"Welcome to Italy", ancora difese protagoniste dell'udienza fiume che ieri mattina ha riportato in aula l'inchiesta che ha posto l'accento sulla gestione dell'accoglienza nel Cassinate. Sotto la lente fondi destinati a vestire, nutrire e istruire i richiedenti asilo destinati - secondo le accuse, tutte da dimostrare - a ben altre attività. Con 22 imputati chiamati a risponderne a vario titolo tra imprenditori e politici. Come ricostruito dalla procura che ha coordinato polizia e finanza all'unisono, dalle indagini sarebbero emersi cibo scarso, pulizie insufficienti, sicurezza non rispettata: diverse le mancanze contestate nei verbali della Asl, del Nas e degli agenti.

Proprio il sovrintendente della Polizia di Stato Di Salvo è stato chiamato - ancora una volta - per l'intera udienza a relazionare sulle indagini svolte, sulle scelte effettuate e sulle verifiche. Come in parte già nelle precedenti udienze, Di Salvo si è soffermato sulla ricerca di elementi che comprovassero pure una commistione tra i diversi enti. L'avvocato Sandro Salera incontro esame (già iniziato nell'udienza precedente) va all'attacco: sotto la lente anche i rapporti politici tra la famiglia Secondino e l'ex sindaco Scittarelli, al quale viene chiesto conto di una ipotesi di estorsione in danno dei Secondino per la gestione dell'accoglienza.

Rapporti basati, ha sottolineato invece in aula la difesa, su una comunanza di idee politiche. Contestazioni sui rapporti tra le parti, sulle modalità di assunzione, sul rispetto del regolamento. La contestata presenza di materassi a terra nelle strutture, ad esempio, sarebbe ben al di là delle linee guida, indice per l'accusa di condizioni di vita affatto decorose. «Avete controllato se ad ogni materasso a terra corrispondesse una branda o se fossero invece scelte comportamentali degli ospiti?» chiede ancora l'avvocato Salera, che poi annuncia di voler produrre documentazione in tal senso. Ancora sotto la lente le conversazioni telefoniche tra alcuni dei coinvolti. E altri aspetti tecnici sulla rendicontazione. L'udienza è stata rinviata al 28 giugno per ascoltare tre testimoni della procura. Gli avvocati Salera, Cuozzo, Di Mascio, Macari, Morante, Marandola, Ranaldi, Corsetti, Buongiovanni, Di Vizio, Pollino, Buzzacconi, Spallino, Fasili, Sgambato e Prencipe serrano i ranghi.