Sarà il dottor Angelo Aliquò il nuovo direttore generale della Asl di Frosinone. Come anticipato da Ciociaria Oggi nell'edizione del 13 maggio scorso. Si sta aspettando il completamento di alcune procedure burocratiche relative ad alcuni documenti, poi verrà convocata la commissione sanità. Quindi il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti firmerà il relativo decreto. Ma è Aliquò quello che è stato ritenuto con il profilo professionale maggiormente aderente all'incarico di direttore generale dell'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone.

La valutazione curriculare e l'esperienza maturata sono stati gli elementi fondamentali. Le Regioni nominano i direttori delle aziende e degli enti del servizio sanitario esclusivamente tra gli iscritti all'elenco nazionale. La rosa dei candidati con le professionalità maggiormente coerenti con l'incarico di manager della Asl di Frosinone è formata da 30 persone. Al primo posto dunque Angelo Aliquò, attuale direttore generale della Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) di Ragusa.

Cinquantaquattro anni (è nato a Palermo nel 1968), Angelo Aliquò subentrerà a Pierpaola D'Alessandro, in carica come direttore generale della Asl dal 3 novembre 2020 al 14 maggio 2022. Al suo posto, come manager facente funzioni, è stata nominata la dottoressa Simona Carli, direttore sanitario della Asl. Dal 16 maggio scorso Pierpaola D'Alessandro è vicedirettore generale del Comune di Roma, con delega alla sanità e ai servizi alla persona.

Alla guida della Asl di Frosinone è stata protagonista di un periodo particolarmente impegnativo per l'emergenza Coronavirus: dalle zone rosse alla campagna di vaccinazione. Il 3 novembre 2021, ad un anno dall'insediamento, in un'intervista a Ciociaria Oggi, raccontò così la sua esperienza: «Oggi, a distanza di un anno, possiamo dire che la rete sanitaria ha retto l'urto: la seconda, la terza e la quarta ondata.
Quella fu la migliore scelta possibile. A dicembre e gennaio uno tsunami vero: intere famiglie contagiate.
Sempre coordinati dal Prefetto, sempre un lavoro di squadra con tutte le forze dell'ordine. Fino a quella notte del 23 febbraio 2021 in cui si decise che bisognava proporre all'assessore regionale Alessio D'Amato la zona rossa a Torrice. Unica in una regione interamente gialla. Nessuna esitazione per il bene di tutti. E poi un'altra zona rossa, a Monte San Giovanni Campano. Sempre tutti insieme, coordinati».