Inchiesta sul depuratore di Ceccano, scarcerato ieri mattina Roberto Orasi. L'ex manager dell'AeA, la società che gestisce il depuratore consortile, finita anch'essa sotto sequestro, ha ottenuto dallo stesso gip che aveva adottato la misura detentiva la scarcerazione. A Orasi, difeso dagli avvocati Domenico Marzi, Sandro Salera e Paolo Marandola, è stato imposto unicamente l'obbligo di dimora nel Comune di Roma.

Orasi, 51 anni, ex responsabile dell'area tecnica di AeA la società che gestisce il depuratore consortile di Colle San Paolo, era stato destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma a seguito della richiesta della procura distrettuale antimafia, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri forestali del Nipaaf. Orasi era stato anche il primo a esser sottoposto all'interrogatorio di garanzia. Si era difeso professando la sua estraneità alle contestazioni mossegli (due i reati contestati: il traffico illecito di rifiuti per la gestione dei fanghi da depurazione e inquinamento ambientale per gli scarichi anomali).

A fine esame, gli avvocati avevano rilevato l'assenza dei presupposti per l'adozione della misura chiedendo la revoca della misura. Tra le motivazioni addotte, anche il fatto che Orasi non lavora più con AeA, avendo pure impugnato il licenziamento. Lunedì, invece, c'è stato l'interrogatorio di garanzia di Amedeo Rota, finito agli arresti domiciliari, assistito dall'avvocato Giorgio Igliozzi. Rota, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, ora è in attesa di conoscere se anche per lui verrà revocata la misura.