Un lago sotto il cimitero. E bollette da capogiro. Parte tutto da qui, dai bollettini dell'Acea a cinque cifre, stangate mai viste prima con importi più che raddoppiati rispetto ai mesi scorsi. Che succede ai contatori idrici del camposanto? Perché questo consumo esagerato? L'ufficio ragioneria del Comune segnala l'anomalia. I responsabili dell'ufficio tecnico si attivano. Si pensa subito a una grossa perdita nella rete idrica, magari anche più di una. Parte così la caccia alla falla. Una ricerca che, dopo una settimana, dà i suoi frutti.

E il lago sotto il cimitero inizia a prosciugarsi, salvando le tombe interrate dall'allagamento e le casse comunali dallo svuotamento. E con un ulteriore effetto sulla pressione dell'acqua, tornata finalmente normale dopo mesi in cui era particolarmente bassa, come segnalato a più riprese dai cittadini che la utilizzano per innaffiare fiori e piantine posti sulle tombe dei loro cari.

L'operazione contro le perdite occulte della rete idrica nella parte storica del cimitero non è stata semplice. L'impianto è vecchio, molto ramificato e non è agevole muoversi con i mezzi meccanici tra loculi e cappelle senza fare danni. Perciò gli addetti della cooperativa sociale "Meder", alla quale il Comune ha affidato i lavori, hanno dovuto procedere passo passo e con cautela.

Prima la ricognizione, poi la rete idrica del camposanto è stata sezionata in settori, questi ultimi verificati tratto per tratto. Il posizionamento di una valvola a sfera su uno di questi segmenti ha rivelato la posizione della perdita: il contatore si è infatti bloccato. Segno che la falla era proprio in quel punto. È bastato perciò scavare in corrispondenza del tratto interessato e sostituirlo con una nuova tubatura per una lunghezza di circa settanta metri. Grazie alla ricerca accurata della perdita è stato così possibile evitare di estendere gli scavi in lungo e in largo e limitare i lavori al solo tratto danneggiato della condotta. Peraltro, proprio per contenere al minimo indispensabile lo scavo, gli operai hanno utilizzato un trencher, un piccolo macchinario a metà tra una mini ruspa e una maxi motosega che fende il terreno con precisione riducendo l'ampiezza del solco.

Un'operazione "chirurgica", insomma, per arrestare l'emorragia d'acqua che stava dissanguando le casse municipali. L'intervento, coordinato dal funzionario del settore lavori pubblici e manutenzioni, il geometra Camillo Ciotoli, è ormai alla fine. L'impegno di spesa per risolvere definitivamente il problema è stato di 10.000 euro, divenuti 9.762,50 con il ribasso del 2,5%. Si attende il consuntivo per calcolare il costo finale dell'operazione.