Difesa dell'ambiente, lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata, tutela delle fasce deboli. Sono le linee d'azione indicate dal procuratore di Frosinone Antonio Guerriero.

Il caso dell'omicidio di Romina De Cesare è solo la punta dell'iceberg della violenza domestica e contro donne e fasce deboli. Quanto possono aiutare per un cambio di mentalità i protocolli?
«Per la tutela delle donne abbiamo firmato un protocollo. L'obiettivo è arrivare a indagini penetranti, tenendo conto che questa società non ha pietà per le fasce deboli. Purtroppo, finora, il sistema di sostegno dei più deboli ha mostrato le proprie deficienze. Per questo abbiamo firmato un protocollo con la prefettura, la Asl, la Provincia, il consiglio dell'ordine degli avvocati per una sinergia non solo sulla metodologia delle indagini. Quest'anno registriamo il 30% in più di questo genere di reati, come stalking, violenze, filmati per ricattare l'ex partner. Durante la pandemia sono cresciute le tensioni. Il protocollo fornisce un'assistenza non solo giudiziaria ma anche di tipo sociale con delle strutture idonee a ospitare queste persone».

Frosinone da sempre è un crocevia tra Roma e Napoli. Qual è la situazione sul fronte dei tentativi di infiltrazione del crimine organizzato?
«Questo territorio è vicino ai casalesi, talvolta ci sono state infiltrazioni di un certo livello. Puntiamo a un monitoraggio di tutte le aree dismesse nella zona industriale che sono ricettacolo di rifiuti speciali e merce rubata. Anche la vicenda del carcere (la sparatoria con la pistola fatta recapitare da un drone, ndr) dimostra la presenza della criminalità organizzata in provincia e l'inadeguatezza dei sistemi di sicurezza in carcere. Il drone non poteva esser visto perché le telecamere puntano verso il basso. È dimostrato l'interesse della criminalità campana verso il territorio. Occorre tenere alta l'integrazione tra le forze dell'ordine che stanno svolgendo un lavoro encomiabile di cui noi ci avvaliamo.

Anche l'integrazione delle informazioni è fondamentale. Qui c'è una criminalità di tipo predatorio, con furti, rapine, estorsioni anche per la crisi economica dovuta al Covid e poi una criminalità di tipo camorristico con sembianze di faccendieri per infiltrarsi negli appalti e nei servizi. Siccome siamo vicini, siamo oggetto di questa loro attenzione e presenza».

Nel corso dell'ultimo anno sono state messe a segno tante operazioni per droga.
«L'entità delle indagini con centinaia di persone arrestate dimostra che ci sono centinaia di persone che lavorano con la droga e con l'usura. Abbiamo aree in cui questi soggetti lavorano continuamente. Coinvolgono tanti giovani, anche minorenni, prevalentemente consumatori che poi attirano nel piccolo spaccio».

L'intervista scivola sul ricordo di due figure di magistrati uccisi nell'esercizio del proprio dovere. «Ricordo Giovanni Falcone. Fu uno dei primi a sviluppare nuove indagini seguendo la traccia economica e per questo presi contatto con lui. Tempo dopo lui mi chiamò dicendomi "stiamo facendo un incontro con i magistrati Usa", perché sapeva che avevo chiesto l'estradizione di una persona fuggita negli Stati Uniti. Presi parte a quell'incontro nell'ambasciata americana. E, infatti, qualche settimana ci fu l'estradizione e quel soggetto si prese l'ergastolo. Da qui è nata un'amicizia, anche con la famiglia, e abbiamo fatto una serie di incontri. Ad Alatri saranno esposti i resti della macchina della scorta e io ci sarò. Inoltre stavo pensando, insieme alla famiglia, di organizzare un ricordo del procuratore di Frosinone Fedele Calvosa, ucciso da un commando di brigatisti».

Un accenno anche alla questione ambientale. Qual è la situazione?
«Va segnalata l'inadeguatezza dei controlli amministrativi. Proporrò un tavolo di lavoro con tutte le autorità amministrative. L'obiettivo è salvaguardare la salute del territorio».