Un trentenne di Esperia finisce a processo per lesioni personali colpose dopo un incidente di caccia. Un incidente avvenuto nel 2016, che avrebbe potuto avere ben altra conseguenza, costato comunque al cacciatore colpito una quarantina di giorni di prognosi. Ma a stupire non è stato l'epilogo, con due cacciatori pronti a "scontrarsi" in aula. A stupire è stata le decisione dei giorni scorsi del tribunale di Cassino: il processo, dopo sei anni dai fatti, ripartirà da zero.

I fatti
Sei anni fa l'imponderabile, in una delle tante battute di caccia in montagna poco prima di Natale. Per una mera fatalità un colpo di fucile partì dall'arma del trentenne che non si rese conto della presenza dell'altro cacciatore nello stesso raggio d'azione. Una scena purtroppo ben nota a molti amanti dell'arte venatoria.
Il colpo raggiunse un altro cacciatore, un quarantenne di Pontecorvo, al fianco interessando anche la parte intestinale: oltre quaranta i giorni di prognosi per il giovane ferito. Immensa la paura in quei momenti di assoluta concitazione. Poi il trasferimento in ospedale, i soccorsi e l'apertura di un fascicolo a carico del trentenne (assistito dall'avvocato Ermete Grossi) per lesioni personali colpose. Secondo le accuse mosse al ragazzo, non si sarebbe adeguatamente accertato della presenza di persone lungo la traiettoria del colpo.
Quindi l'apertura del processo a suo carico.

La decisione
In attesa la decisione del giudice a ben sei anni dai fatti e a quasi la fine del procedimento in primo grado: il tribunale di è dichiarato incompetente per materia (ex articolo 48 del decreto legislativo 274 del 2000 in favore del Giudice di Pace ed ha rimesso gli atti in procura.
Quindi, sostanzialmente, si ripartirà da zero.