Il monopattino non c'entra. Matteo era fermo al semaforo, aspettava il verde per attraversare la strada. L'auto è sopraggiunta, l'ha travolto e ucciso. La tragica fine del giovane militare dell'Esercito Matteo Taglienti, 24 anni, è ancora tutta da chiarire. A cominciare dalla dinamica del terribile incidente che non gli ha lasciato scampo domenica sera a Roma. La procura della Repubblica capitolina avrebbe aperto un'inchiesta per omicidio stradale a carico del ventiduenne di Fara Sabina che guidava la vettura, una Dacia Sandero, su cui viaggiava insieme a una sua amica di diciassette anni.

Sulle prime si era parlato di uno scontro tra l'auto e il monopattino elettrico di Matteo. Una versione che con il passare delle ore ha perso quota nella ridda delle ipotesi. Sembrerebbe infatti che Matteo fosse fermo al semaforo di via Tor di Quinto, non lontano dalla caserma dei Lancieri di Montebello dove prestava servizio, e che l'auto gli sia piombata addosso senza dargli la possibilità di schivare l'impatto.

La ricostruzione della dinamica dell'incidente è affidata agli agenti del Gruppo III Nomentano della polizia locale di Roma capitale, che hanno sequestrato il monopattino e la vettura e acquisito i video di alcuni impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Si è in attesa di sapere se e quando verrà eseguita l'autopsia. Purtroppo i soccorritori non hanno potuto fare nulla per salvare Matteo. Il giovane militare era già morto quando gli operatori del 118 sono giunti sul posto.

Il conducente dell'auto, sotto shock, è stato portato all'ospedale Sant'Andrea per accertamenti. Matteo aveva studiato all'Itis "Reggio" di Isola del Liri. Da circa tre anni si era trasferito a Roma. Era in servizio effettivo all'8° Reggimento Lancieri di Montebello dove lavorava in officina. Sabato scorso era tornato a casa dai suoi, come faceva spesso, nella frazione di Vaglie San Nicola. Domenica stava rientrando in caserma, in zona Collina Fleming, quando in un attimo i suoi sogni e i suoi progetti di vita sono svaniti. Era appassionato di motori e amava il volo in deltaplano.

Un ragazzo solare, leale, sempre disponibile. Così lo ricordano i suoi commilitoni, stretti attorno al dolore dei genitori, della sorella, dei parenti, degli amici. Grande cordoglio in paese. In un post, il sito "Soldato semplice" scrive: "Certe tragedie sono impossibili da comprendere e accettare. Ci stringiamo attorno alla famiglia, agli amici ed ai colleghi. Che la terra ti sia lieve".