Si era svolto in un clima quasi amichevole il Consiglio comunale di venerdì scorso, che aveva quale punto saliente la surroga di Angelo Macciomei con il giovane Alessio Patriarca. Maggioranza e opposizione sembravano aver trovato un clima disteso, unite nelle congratulazioni a entrambi. Ma l'apparente tranquillità si è rotta di colpo quando l'assemblea ha affrontato l'ultimo punto: la discussione di interrogazioni, interpellanze e mozioni. Una, in particolare, ha scatenato la bagarre: l'interrogazione presentata da De Santis, Querqui, Piroli e Corsi sulle vicende che hanno interessato la gestione del depuratore consortile.

Come ha dichiarato Di Pofi durante la presentazione del documento, si voleva sapere dal sindaco e dagli assessori preposti quali azioni abbia attuato l'Amministrazione per controllare gli scarichi anomali finiti nel depuratore e segnalati dalla società "AeA" che gestisce l'impianto; oltre che delle esalazioni che spesso ammorbano l'aria in varie zone della città.

La risposta dell'assessore Del Brocco è stata durissima: «Abbiamo raccolto tutte le segnalazioni pervenute al Comune sugli scarichi anomali e i cattivi odori, le abbiamo inserite in un fascicolo e inviate all'autorità giudiziaria. Le competenze del Comune non possono andare oltre. Piuttosto la vostra parte politica, il Centrosinistra che governa Regione, Provincia e indica i vertici di "AeA", è riuscita a creare il valzer del Sin, sulla pelle di imprenditori, agricoltori e cittadini che aspettano ancora la bonifica dell'area.

E questo senza nessuna vergogna. Il nostro Comune può fare ben poco per il depuratore, che invece è casa vostra, in quanto il consorzio unico è presieduto dal "deus exmachina" DeAngelis. Poi potremmo andare avanti per capire come vengono gestite le risorse di questi consorzi. Anche quelle umane, che magari servono per sistemare qualche parente illustre di politici, anche ceccanesi. Vogliamo sapere, invece, che fine fanno queste risorse, se vengono investite realmente per l'ammodernamento degli impianti di depurazione».

Quindi, Del Brocco ha rincarato: «Solo il Comune di Ceccano, a differenza di altri enti guidati dal Centrosinistra, si è costituito parte civile, dando il giusto peso ai cittadini che avevano firmato le petizioni sui cattivi odori». La conclusione è che il "rewamping" del depuratore spetta alla "AeA". Per questo l'assessore ha lanciato un appello alla minoranza affinché si unisca alla battaglia avviata dall'Amministrazione. Come risposta, Di Pofi ha invitato Del Brocco a chiedere scusa per le sue affermazioni, definendo i suoi discorsi fuorvianti.

Per Corsi, invece, l'assessore è stato "latitante", non avendo risposto all'interrogazione. A Corsi ha replicato per la maggioranza Daniele Massa, ricordandogli le competenze limitate del Comune sul depuratore. Ma soprattutto ha accusato: «Forse quando i vostri vanno alla Provincia, che ha più competenze di noi, lo fanno per ottenere incarichi ben remunerati, Sull'ambiente avete le mani sporche come chi inquina. Che fine hanno fatto i soldi per gli investimenti sul depuratore?».

Sono seguiti gli interventi dell'assessore Macciomei e della consigliera De Santis, che ha insistito sulla richiesta contenuta nell'interrogazione. Quindi, per la maggioranza hanno parlato Savoni, l'assessore Sodani, Santucci , Bronzi, Mizzoni e Bruni. Per l'op - posizione sono intervenuti Piroli, De Santis e Di Pofi. Il sindaco Caligiore ha concluso il dibattito: «Il vostro unico scopo è screditare l'Amministrazione - ha detto alla minoranza - Non avendo le competenze, non abbiamo neppure le responsabilità. Ci siamo rivolti all'Arpa per i rilevamenti sui cattivi odori e le polveri sottili. Abbiamo chiesto una migliore collocazione dei campionatori. Ma anche che tutte le prescrizioni sul depuratore fossero attuate. Tutti gli investimenti fatti dall'Asi sul territorio sono stati sollecitati dalla nostra Amministrazione. Se oggi c'è un'indagine sul depuratore è grazie ai nostri esposti».