Caso Sangalli, novità sull'aspetto giudiziario a Ferentino. Erano finiti sotto accusa l'allora assessore comunale Amedeo Mariani e sua moglie Carla Salvatori, quale responsabile del procedimento per la raccolta dei rifiuti. La Corte dei conti, Sezione 1^ centrale d'Appello, ha accolto i ricorsi dei coniugi, in riforma della sentenza impugnata e liquida le spese di lite a carico del Comune di Ferentino, che si era costituito parte civile,e a favore degli appellanti in 2.000 euro.

I fatti
Per il Pm i due, difesi penalmente dall'avvocato Vincenzo Galassi, «al fine di guidare le procedure di gara di appalto per la raccolta Rsu a Ferentino e di favorire l'affidamento del servizio all'impresa Sangalli Giancarlo & c. Srl e di assicurarle la continuità della gestione nonché eventuali proroghe del servizio, accettavano la promessa e ricevevano dall'azienda l'importo pari all'1% del valore della gara, 73.250 euro che gli veniva corrisposto in data imprecisata».

Con atti del 4 giugno 2018 Mariani e Salvatori, difesi nella circostanza dall'avvocato Roberto Valeri, hanno impugnato la sentenza 83/2018 della Sezione giurisdizionale regionale per il Lazio, che li aveva condannati al pagamento di euro 73.250, per danno conseguente alla percezione di tangenti erogate da soggetti privati. In relazione ai fatti la Procura regionale Lazio della Corte dei conti ha contestato a Mariani e Salvatori un'ipotesi di danno erariale, per l'importo complessivo di 546.500 euro, calcolato in euro 146.500 pari al doppio della tangente a loro asseritamente versata di 73.250 euro; 400.000 euro pari al 5% del valore complessivo di euro 8.000.000 di un appalto conferito dal Comune nel 2013 per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, a titolo di danno alla concorrenza.

Ora, a margine di tale sentenza favorevole, potrebbero aprirsi nuovi scenari politici. Non è da escludere la scesa in campo del più volte assessore Amedeo Mariani alle prossime amministrative.