Miglioramento sismico della caserma dei carabinieri: deliberata la risoluzione del contratto d'appalto con il consorzio "Eragon". Dopo l'atto della Giunta arriva anche la determina del responsabile del Terzo Settore che porta la data di ieri, 3 maggio. «Una vicenda annosa e spinosa che trova oggi la sua conclusione», esordisce il sindaco Roberto Caligiore. Una vicenda che inizia nel gennaio del 2015, quando arriva il finanziamento dalla Regione Lazio e con tutte le procedure di gara prima dell'inizio del mandato del sindaco Caligiore e proseguite nel novembre del 2016 con la determinazione del Terzo settore, che provvedeva all'aggiudicazione definitiva dei lavori di miglioramento sismico della caserma a "Eragon Consorzio Stabile Scarl".

Sempre nel mese di novembre, ma del 2017, veniva stipulato il relativo contratto d'appalto per un importo complessivo di 252.437 euro. «Ci siamo trovati di fronte, alla luce di tutto ciò che è accaduto in questi anni, a procedure che ci hanno portato nuovamente a segnalare quel consorzio alla Banca dati nazionale antimafia - spiega il primo cittadino - e ovviamente alla risoluzione del contratto nei confronti della "Eragon" dopo la relazione del responsabile del servizio.

Lo abbiamo fatto in base a una prima interdittiva emessa dalla Prefettura di Roma nel 2017, poi revocata dal Tar del Lazio su impugnazione del provvedimento stesso da parte del consorzio aggiudicatario della gara e dopo un susseguirsi di sospensioni e riprese dei lavori. In prima persona e con il sostegno degli uffici comunali, abbiamo dialogato con una serie di lunghi e logoranti incontri con lo stesso consorzio, per arrivare a una soluzione che, purtroppo, non poteva essere che quella della risoluzione contrattuale, anche alla luce della conferma della nuova interdittiva da noi richiesta.

Gli uffici - prosegue il sindaco - ora provvederanno ad attivare tutte le iniziative necessarie previste dalla vigente normativa, con particolare riferimento alla consistenza e quantificazione delle opere fin qui realizzate, allo sgombero dell'area di cantiere e al recupero dalla ditta appaltatrice dei danni subiti con l'incamera - mento delle polizze fidejussorie.

Subito dopo, con un altro provvedimento, si procederà a quantificare gli eventuali oneri aggiuntivi a carico dell'appaltatore, derivanti dallo scioglimento del contratto. Inoltre, con un ulteriore successivo procedimento,e dopo una corretta quantificazione degli importi dovuti, si provvederà alla liquidazione a favore dell'appaltatore delle somme dovute in relazione alle prestazioni di lavori, servizi o forniture regolarmente eseguiti, decurtati degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto».

Caligiore conclude: «Grazie all'interdittiva antimafia, da me richiesta nell'agosto del 2019, poi revocata dal Tar e invece successivamente confermata dal Consiglio di Stato, oggi possiamo chiudere una questione annosa, che rappresenta il male dell'Italia: gli appalti al massimo ribasso. Spero che il governo abbia il coraggio di prendere coscienza di ciò e cambiare queste modalità, che sicuramente non tutelano i Comuni».