Sembrava un pomeriggio tranquillo quello di ieri, nel cuore della città. Il centro storico all'improvviso si è fermato. A pochi passi dal nuovo palazzo comunale e vicinissimo alla Prefettura, si trovava l'appartamento di Romina. La ragazza non è più uscita di casa. In serata il silenzio che accompagnava la parte alta del capoluogo è stato improvvisamente travolto dalle sirene delle volanti della polizia. Diversi i residenti scesi in strada, scioccati dall'accaduto. Tanti i dubbi.

Ma chi era Romina? Una giovane donna che aveva ancora tutta la vita davanti, che mai avrebbe immaginato un destino simile. Appena sei mesi fa sul suo profilo social erano stati pubblicati due post contro la violenza sulle donne. Una coincidenza raccapricciante. «Correte tutti da "Acqua e sapone" ad acquistare due prodotti charity per ricevere in omaggio questo braccialetto rosa e combattere così la violenza sulle donne», scriveva Romina. «Non solo voi donne – continuava – ma anche voi uomini, e regalatelo a vostra moglie, vostra figlia, vostra madre, vostra sorella.
Vi distinguerete così da chi le donne, invece di rispettarle, le maltratta».

Ignara che proprio lei, pochi mesi dopo, sarebbe stata vittima di quel male che tanto denunciava in rete. La foto ritraeva Romina con il braccialetto rosa al polso, sullo sfondo una pianta dai fiori rossi, scelta, forse, per il colore simbolo del femminicidio. Scarpe rosse in primo piano, invece, messe online sul suo profilo proprio nel giorno della ricorrenza, il 25 novembre.

La tragedia nel quartiere
La ragazza si era trasferita da poco in città. Romina era originaria di Parigi e soltanto da qualche mese viveva a Frosinone. Non era molto conosciuta in via del Plebiscito, una delle strade storiche del capoluogo, abitata da poche persone che si conoscono tutte. Forse anche per questo ieri nessuno aveva voglia di parlare, di commentare una tragedia che difficilmente potrà essere dimenticata.

L'ex, fermato in stato confusionale nudo a Sabaudia, lei uccisa a coltellate. Femminicidio in pieno centro storico di Frosinone. La tranquillità di via del Plebiscito tra la prefettura e la cattedrale di Santa Maria è stata scossa nel tardo pomeriggio di ieri dall'arrivo delle volanti della polizia. Una processione continua di auto e mezzi che è andata avanti fino a notte fonda.

 A far scoprire il corpo della donna, Romina De Cesare, 36 anni da compiere a giugno – dai primi elementi emersi ieri sera – è stato l'attuale compagno di lei, un metronotte, insospettito dal fatto che la ragazza non dava più notizie dalla notte precedente. Così ha chiesto aiuto alla polizia, temendo che fosse successo qualcosa di grave. Proprio negli stessi momenti anche da Sabaudia partiva un'analoga richiesta di accertamenti considerato che, in base a quanto emerso, l'altro uomo, l'ex fidanzato, sarebbe stato trovato con escoriazioni e graffi.

Nel momento in cui la polizia ha fatto irruzione nell'immobile, che la donna aveva affittato da pochi mesi, c'è stata la scoperta del cadavere. E lì si è messa in moto tutta la macchina investigativa. L'area è stata circoscritta con il nastro bianco e rosso ed è stata interdetta alla circolazione, anche a quella pedonale.
Gli agenti della squadra mobile e della polizia scientifica si sono messi subito al lavoro. Sul posto sono giunti il procuratore Antonio Guerriero e il questore Domenico Condello che si sono trattenuti a lungo per seguire da vicino le operazioni con il dirigente della squadra mobile Flavio Genovesi. Un team di investigatori è arrivato anche dalla capitale. Così come il magistrato il pm Barbara Trotta.

Romina era in una pozza di sangue, uccisa con una serie di coltellate, una quindicina al ventre e al torace. Disperato l'attuale fidanzato come i parenti della donna che i poliziotti in qualche modo hanno provato a consolare. Gli agenti hanno cercato di capire quanto accaduto la sera prima, visto che l'omicidio potrebbe risalire alla notte tra lunedì e martedì. In giro nessuno la conosceva, come nessuno dei vicini avrebbe sentito nulla. Per questo gli agenti della questura hanno cercato anche di recuperare e acquisire i filmati della videosorveglianza di alcuni palazzi vicini al luogo del crimine. Da quelle immagini potrebbero arrivare elementi utili all'inchiesta. Al tempo stesso, l'attenzione degli investigatori si è spostata sul litorale pontino, dove sempre nel pomeriggio è stato trovato nudo e in stato confusionale l'ex fidanzato della vittima.

È stato segnalato ai carabinieri da alcuni automobilisti che l'hanno visto fare l'autostop come pure da persone che lo hanno visto in spiaggia. Così, Pietro Ialongo, 38 anni, residente a Frosinone, è stato fermato dai carabinieri che hanno notato quelle escoriazioni e quei graffi. Da qui i primi sospetti. L'uomo è stato così portato all'ospedale "Goretti" di Latina in attesa delle decisioni della questura di Frosinone che procede sul caso. Il trentottenne è giunto sul litorale in macchina.
La sua auto, un'Audi A4, è stata ritrovata a San Felice Circeo a Punta Rossa, mentre lui è stato fermato molti chilometri dopo nella zona di Torre Paola, a Sabaudia.
Probabilmente ha percorso quel tratto di strada a piedi.
Chi lo ha visto ha detto che farfugliava e sembra che non sia nemmeno riuscito a comunicare con i carabinieri. Che, peraltro, sono riusciti a risalire all'indi rizzo del capoluogo, e quindi a via del Plebiscito.
Nel frattempo a Frosinone proseguivano gli accertamenti per ricomporre tutti i pezzi del puzzle.

Sul posto anche il medico legale per constatare il decesso e cercare di capire a quanto tempo prima potesse risalire l'omicidio. Sembrerebbe, dai pochi elementi filtrati da un riserbo strettissimo, che anche il coltello sia stato trovato sul luogo dell'omicidio. Ora si cercano di ricostruire le ultime ore di vita della donna e capire cosa abbia scatenato tanta violenza. Forse l'uomo potrebbe aver chiesto un ultimo appuntamento con la ex. Ma è solo un'ipotesi sulla quale gli agenti stanno cercando conferme.

Romina, che faceva la cassiera in una catena di profumerie, era nata a Parigi nel giugno del 1986 e viveva da qualche tempo a Frosinone. Era di origini molisane. Motivo per cui in pochi nella zona la conoscevano. Gli accertamenti degli uomini della polizia sono andati avanti per ore per non lasciare nulla al caso e soprattutto per non compromettere le indagini.

di: Raffaele Calcabrina