Morta per il ministero dell'Interno, e per l'Inps che non le ha riconosciuto neppure gli ultimi sette anni di contributi, ma viva e inadempiente per il ministero della Salute, che ha comminato alla compianta Patrizia Sepe, prematuramente scomparsa all'età di cinquantotto anni dopo aver combattuto a lungo contro il male del secolo, la sanzione di cento euro prevista dallo Stato per chi non si è sottoposto al vaccino anti Covid. Incredula la famiglia.

Il marito, il noto professionista Giuseppe Sebastianelli, quando ha ritirato l'avviso di raccomandata nella cassetta della posta, ha pensato al solito tempismo italiano, ma non avrebbe mai immaginato che questa volta si trattasse addirittura di una multa post mortem.
Sì, perché alla povera Patrizia, deceduta il capodanno del 2019, sono già arrivate lettere che la presumono in vita: alla fine dello stesso 2019 al suo indirizzo è arrivata la proposta di partecipare alla campagna di prevenzione del tumore alla mammella, proprio a lei, e nel 2020 e nel 2021 l'invito a sottoporsi al vaccino antinfluenzale.

Questa volta però si trattava di una raccomandata dell'Agenzia delle Entrate, così, invece di cestinare subito l'avviso, il marito si è recato all'ufficio postale e là si è trovato di fronte all'amara sorpresa. "Il Ministero della Salute avvia il procedimento sanzionatorio nei suoi confronti si legge nella comunicazione firmata dal direttore generale del dicastero per l'inosservanza dell'obbligo vaccinale, in quanto risulta che la signora Sepe alla data del primo febbraio non ha iniziato il ciclo vaccinale. Ha quindi dieci giorni di tempo per comunicare all'Asl di appartenenza l'eventuale certificazione vaccinale, l'esenzione o l'impossibilità".

«Pagheremmo migliaia di euro per riaverla con noi - le parole del marito - ma il comportamento dello Stato ci procura solo amarezza. Ci chiediamo quante volte un cittadino può sopportare le mancanze dell'amministrazione statale e ci mettiamo nei panni dei tanti genitori e delle tante famiglie che forse avranno ricevuto lettere simili a questa, pur avendo seppellito da poco i loro figli o i loro parenti. Veramente intollerabile se si pensa che lo Stato dovrebbe essere ormai completamente digitalizzato e permettere ai vari enti e agenzie di interfacciarsi tra di loro in rete».

«Mi sono inoltre chiesto - ha sottolineato Giuseppe Sebastianelli - se, quando il ministero della Salute parla di cinque milioni di italiani non vaccinati, non tenga nel novero anche persone come Patrizia che purtroppo non sono più tra noi e da molto prima dell'arrivo della pandemia. Eppure i casi di neoplasia come il suo sono anche registrati nelle statistiche. Saremmo di fronte a dati del tutto falsati».