Con la pubblicazione sull'albo pretorio degli atti approvati dal consiglio comunale il 12 aprile scorso, l'amministrazione Caligiore ha svelato il piano delle dismissioni, ovvero fabbricati e terreni classificati come patrimonio disponibile e che dunque possono essere venduti nel corso del triennio 2022-2024. L'elenco è stato redatto dopo la ricognizione eseguita dal settore lavori pubblici dell'ente che ha individuato gli immobili che, poiché già inseriti nel precedente piano delle dismissioni o perché le condizioni in cui si trovano comportano spese troppo elevate per il loro utilizzo, vengono messi sul mercato.

Tra i fabbricati disponibili figurano l'ufficio messi di via San Giovanni e un piccolo locale in piazza Impastato. Disponibili anche alcuni terreni: l'area esterna alla recinzione del palazzetto di via Passo del Cardinale (valore stimato di 10.400 euro); il vicino campo di baseball (220.000 euro); il campo di atletica nella stessa zona (270.000 euro); il campo polivalente San Luigi a Colle Antico (80.000 euro) che il Comune vorrebbe affidare in concessione alle associazioni sportive; un terreno in via Falcone (70.000 euro). Si tratta di aree che l'ente intende accatastare e utilizzare comunque per finalità istituzionali. L'amministrazione punta piuttosto a fare cassa cedendo le scuole ormai chiuse da tempo.

Come l'ex elementare di borgo Berardi (il primo tentativo di venderla risale al 2008) al prezzo di 500.000 euro, l'ex materna di Casamarciano (valore 100.000 euro), l'ex scuola Facciabbate di via Marano (100.000 euro), l'ex plesso di Colle Leo (200.000 euro), l'ex scuola Callami di via Sante (100.000 euro). Infine una serie di diritti di superficie che il Comune punta ad alienare. Riguardano alcune cooperative edilizie di via Giuseppe Di Vittorio: la "Fabrateria Vetus", l'ex Iacal, la coop "Aurora", la "Aurora due" e l'ex Istituto autonomo case popolari. Le superfici inserite nel piano sono in tutto sedici.

Gli importi stimati variano da 2.500 a 95.000 euro. Con il piano delle dismissioni l'amministrazione prevede di poter incassare nell'arco di tre anni 1.347.566 euro per i terreni e 1.520.934 euro per i fabbricati, per un totale di oltre 2,8 milioni. Sarebbe una preziosa boccata d'ossigeno per le finanze municipali, alle prese con un rigido piano di riequilibrio pluriennale per scongiurare il dissesto.