Eventi culturali, i numeri raggiunti con la mostra multimediale di Klimt nel Palazzo Campanari, i week-end alla scoperta delle bellezze della città e, anche se manca ancora un po', uno sguardo alle amministrative. Abbiamo fatto il punto con la consigliera delegata alla cultura, Francesca Cerquozzi.

L'estate 2021 è stata ricca di eventi nonostante le dovute limitazioni. Quella del 2022 come si preannuncia?
«Se lo ricorda Veroli Sicuramente? Era un protocollo, approvato dalla ASL, che pensammo all'indomani della prima ondata di covid, per consentire gli eventi. Dico questo per dire che noi non abbiamo mai rinunciato alla nostra visione della città e quando è stato necessario abbiamo fatto della sicurezza un valore e non una limitazione. L'estate del 2022 sarà l'estate della ripartenza, degli eventi che abbiamo conosciuto in passato ma anche di quelli che con il covid abbiamo "inventato". Sarà un'estate travolgente che metterà Veroli ancora di più al centro dell'attenzione della provincia di Frosinone. Quando altri ritenevano che la cultura fosse una spesa noi l'abbiamo immaginata come un investimento».

La mostra di Klimt nella location del Palazzo Campanari si è conclusa con numeri straordinari…
«È giunto il momento di dire un numero: 7000 visitatori circa. Potrei fermarmi qui, ma voglio dire con determinazione che per noi questo è stato solo l'inizio. Non abbiamo avuto paura delle perplessità, né di qualche feroce giudizio iniziale. Veroli con questa mostra ha fatto un salto di qualità, dimostrando che una media città di provincia può ospitare un evento culturale di livello internazionale dando prova di straordinaria organizzazione e di apprezzamento da parte dei cittadini. La cultura non è appannaggio di pochi eletti, della cosiddetta "intellighènzia", abbiamo dimostrato che può tranquillamente essere un grande fenomeno di coinvolgimento di massa e di crescita collettiva. E per chi fa cultura questa è la più grande vittoria che si possa ottenere».

Tanti anche i turisti durante i week-end...
«Le propongo un esperimento, facciamolo insieme. Scegliamo una domenica qualunque, ci posizioniamo in un angolo del centro storico e chiediamo a tutte le persone che passano il loro comune di provenienza. Scopriremo che la maggior parte dei passanti non sono verolani ma persone che hanno conosciuto Veroli sulla rete, dagli eventi, dalla storia o dal racconto di chi la nostra città l'ha visitata. Quando si sta dentro un fenomeno si fa fatica a discernere le sue dinamiche ed i suoi sconvolgimenti ma se guardiamo con occhio un po' distaccato possiamo vedere che Veroli sta cambiando profondamente e sta diventando una cittadina che fonda sul turismo una parte importante della sua attrattività.

Ho deciso proprio pochi giorni fa che quest'estate il mio motto sarà: ogni ragione è buona per venire a Veroli. Per una serata da trascorrere in relax, per un evento o una visita turistica. E poi, mi lasci dire che si resta davvero molto colpiti dall'entusiasmo e dalla professionalità che ci stanno mettendo le nostre guide, i ragazzi della pro loco e le associazioni che ringrazio davvero di cuore».

Su quali iniziative puntate per il rilancio?
«Non parlerei di rilancio perché questo percorso Veroli l'ha già iniziato da qualche tempo. Direi di continuare su tutto quello che ora sta dando davvero i suoi frutti. Veroli deve essere sempre di più la città dove ognuno si sente a casa, la città dove poter trovare un evento, un locale, buon cibo, la possibilità di godere di luoghi meravigliosi e di immergersi in una storia millenaria. Fare della cultura per me non è soltanto organizzazione di eventi ma strutturare un'offerta costante che possa attrarre quotidianamente l'attenzione. Su quest'ultima cosa stiamo lavorando ad un progetto che non posso dirle ma che sarà un unicum nel panorama nazionale».

Tra poco più di due anni si tornerà alle urne? Non ha mai pensato di candidarsi per la poltrona più ambita?
«No, non ho mai pensato a questa eventualità ma credo anche che il modello Veroli debba continuare in tutta la sua forza. Mi riferisco all'alleanza virtuosa e di buon governo tra i partiti del centrosinistra e le liste civiche. Potremmo dire che a Veroli il campo largo è nato già da qualche anno ed io credo che questo campo debba essere sempre più ampio. Dobbiamo costruirlo sulla base dei risultati amministrativi e dei futuri programmi. Poi quest'alleanza deciderà a tempo debito la sintesi migliore e le donne e gli uomini che sapranno interpretarla. Ora l'imperativo è soltanto uno: governare bene e completare il programma elettorale».