Recupero e valorizzazione delle gole del Melfa e dell'area del Tracciolino, prosegue la battaglia degli ambientalisti del territorio. Tre sono gli obiettivi, appunto la valorizzazione dell'era naturalistica, la riapertura della strada di collegamento tra Roccasecca e Casalvieri e il ritorno del flusso minimo vitale nel letto del corso d'acqua. La strada purtroppo è chiusa ormai da anni, ma si tratta di una importante arteria di collegamento tra la Valle del Liri e di Comino, sia per gli aspetti turistici e commerciali, nonché per ammirare lo spettacolare scenario naturalistico e paesaggistico delle gole.

Se per l'aspetto della valorizzazione del territorio qualcosa si sta muovendo, la luce in fondo al tunnel è ancora lontano per la riapertura della strada e per il ritorno dell'acqua nel letto del fiume. Dovrebbe essere infatti in dirittura d'arrivo l'istituzione del monumento naturale delle Gole del Melfa, iniziativa fortemente sostenuta alla Regione Lazio del consigliere Loreto Marcelli, impegno fortemente apprezzato da uno dei battaglieri ambientalisti di Roccasecca, Tommasino Marsella.

Il monumento naturale coprirebbe tutta l'area che va dal ponte dello Spirito Santo di Roccasecca fino a Casalvieri toccando gli altri comuni rivieraschi Santopadre, Colle San Magno, Arpino e Casalattico. Ben diverso il discorso della riapertura della strada dove le criticità sono davvero molteplici e la messa in sicurezza comporterebbe un impegno economico oneroso.

In merito ha spiegato Tommasino Marsella: «La competenza sulla strada è della Provincia per cui l'Ente di Piazza Gramsci ha chiesto che i lavori per il ripristino della viabilità siano inseriti nel Pnrr, in base a un progetto di massima che comporterebbe per la messa in sicurezza un impegno di spesa di circa sedici milioni di euro». Dunque un importo di non poco conto sul cui finanziamento per il momento non c'è alcuna certezza.

«Sulla terza questione quella della carenza idrica – conclude Marsella –la Regione Lazio ha già fatto una conferenza in commissione ambiente e per la prima volta hanno partecipato tutti gli "attori" coinvolti, Enel, Acea e Consorzio di bonifica del Melfa e finalmente è stato chiarito che è necessario rivedere le autorizzazioni per l'utilizzo dell'acqua che tengano conto delle nuove leggi sul deflusso minimo vitale». Così pure a fatica qualcosa si muove ma il Tracciolino continua a rimanere chiuso e il Fiume Melfa in secca