Ci sono anche gli affari in Ciociaria nell'ultima inchiesta sul clan Moccia. L'obiettivo era, attraverso una serie di acquisizioni, schermare le società che per l'accusa sarebbero riconducibili ai Moccia. Il Gico della guardia di finanza e il Ros dei carabinieri, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito 36 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 16 ai domiciliari e 7 divieti temporanei di esercitare l'attività d'impresa. Nell'ordinanza ci sono contestazioni su acquisizioni societarie di aziende operative nel Frusinate.

Tuttavia, per questa parte dell'inchiesta va precisato il gip non ha applicato misure restrittive. Per il resto, infatti, le misure sono state applicate per una serie di reati tra i quali associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, aggravati dalla finalità di agevolare un gruppo mafioso, commessi non solo in Campania. L'ordinanza, firmata dal gip Maria Luisa Miranda, riguarda fatti che vanno da novembre 2012, a dicembre 2015, marzo 2017 e gennaio 2018, ovvero le date di acquisizione delle ditte e delle modifiche societarie.

In particolare attraverso alcuni soggetti, «esponenti dell'organizzazione mafiosa denominata clan Moccia scrive il gip fittiziamente attribuivano la propria titolarità di quote parziali e di poteri co-gestionali nella I.P.L.
Industrie proteine Laziali srl (nella quale dunque veniva schermata con una falsa appartenenza di estraneità la reale situazione di comproprietà e cogestione in capo ai Moccia anche attraverso le società partecipanti Tecnoholding srl e Fargeco srl)».

In questo caso sono contestati i reati di trasferimento fraudolento di valori e associazione mafiosa, «anche al fine di commettere i delitti di reimpiego e autoriciclaggio». Nel mirino un'operazione del 16 novembre 2012 con la quale «la Tecnoholding srl acquistava dalla Nuova Lem Linea ecologica Mangia srl, la proprietà del 100% della controllata Industrie Proteine Laziali Group srl. All'atto dell'acquisizione i soci della Tecnoholding erano: Fargeco Holding srl (titolare del 52,5% del capitale sociale) e Ecoholding srl (titolare del 47,5% del capitale sociale)».

La Nuova Lem ha sede legale a Frosinone e una sede operativa a Ferentino ed è attiva nel settore dei rifiuti di origine animale. Le Industrie Proteine Laziali Group srl (che lavorano gli scarti alimentari) hanno una sede secondaria a Patrica. Altra società citata è la Ecotekno Group con sede legale ad Afragola e sede secondaria a Patrica, costituita nel 2010 e poi fusa con la Ecoholding.

La Lem non ha più rapporti con le Industrie
proteine laziali
In merito all'inchiesta condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli sul clan Moccia, fa alcune precisazione l'avvocato Vincenzo Alesci.
Lo fa per la parte relativa alle operazioni societarie e
agli attuali assetti societari. Per conto di Pietro, Mario e
Antonio Mangia l'avvocato Alesci fa le seguenti osservazioni: «i miei assistiti non sono stati attinti da nessuna misura, reale e/o personale, nell'ambito dell'attività in corso in danni del clan Moccia; né
provvedimenti sono stati notificati alla società Lem, operante in Ferentino e Caivano, che tutt'oggi è pienamente operativa e senza vincoli di sorta. Le rappresento anche che non sussistono, e ormai
da lunghissimo tempo, rapporti operativi tra la Lem e la
Industrie Proteine laziali, società che opera in concorrenza nello stesso settore merceologico». Pertanto l'avvocato chiede di precisare tutto
ciò al fine di evitare «infondate problematiche per l'attività sociale». La precisazione si riferisce
all'operazione condotta dal Gico della guardia di finanza
e dal Ros dei carabinieri. Nell'ordinanza del gip di Napoli si faceva riferimento anche ad alcune acquisizioni societarie - e in particolare a una
del 2012 - avente ad oggetto le Industrie proteine laziali.