Mercato estero, esportazioni e pandemia. Il 2021 si è concluso con una perdita delle vendite oltre confine da parte delle province di Frosinone e Latina. È quanto emerge dal report sull'import-export delle province di Frosinone e Latina per l'anno 2021, reso noto dalla Camera di Commercio Frosinone-Latina. L'export è sempre stato un punto di forza di queste province. Infatti, nel panorama nazionale Latina e Frosinone si collocano rispettivamente al 19esimo e al 23esimo posto della graduatoria.

I risultati sono importanti da sempre nel settore chimico-farmaceutico, data la predominanza sul territorio di industrie specializzate in questo settore. Risultati che rappresentano i due terzi delle vendite sui mercati esteri del frusinate e oltre l'80% delle esportazioni pontine. Nella provincia di Frosinone le esportazioni si attestano sui 6,7 miliardi di euro, in linea con i valori targati2020 (+0,4%,a fronte del -11,5% precedente). Dopo metà anno in crescita (+6,5%), c'è stato un brusco calo delle esportazioni nel terzo trimestre, a cui ha fatto seguito una chiusura d'anno completamente negativa.

Diversa la situazione a Latina dove invece «le vendite all'estero si attestano sugli 8,1 miliardi di euro - si legge nella nota dell'ente camerale - in leggera flessione (-2,7%, a fronte del -3,2% riferito all'anno 2020), all'esito di dinamiche piuttosto negative fino al terzo trimestre, seguite da un poderoso recupero in chiusura d'anno (+35,6% nel quarto trimestre)». Con molta probabilità la causa principale del calo delle esportazioni è da attribuire alla pandemia da Covid-19, che per diversi mesi ha bloccato l'economia nazionale comportando problemi sia sul territorio locale, sia a livello nazionale.

In questo scenario, come sottolinea il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora, si colloca anche il caso Catalent «che ha visto 100 milioni di dollari di investimento per la produzione di vaccini e 100 posti di lavoro aggiuntivi andare in fumo a causa di una asfissiante burocrazia che rimane distante da ogni concetto di sviluppo del territorio, rappresentando una zavorra di regole che lasciano sul campo solo occasioni perdute».

Conflitto russo ucraino
Gli scambi delle province di Frosinone e Latina con l'area interessata dal conflitto bellico e i Paesi che gravitano commercialmente nel bacino del mar Nero, seguono dinamiche opposte, «condividendo quale principale partner commerciale la Russia». Spiega l'ente camerale: «Il frusinate, che esporta in prevalenza merci dell'industria tessile ed elettronica, mostra un ridimensionamento nell'ultimo biennio (poco meno di 48 milioni di euro, a fronte dei 348 milioni di euro del 2019, la quota sull'export complessivo scende dal 4,6% allo 0,7%)». Al contrario, Latina registra una progressiva espansione (52 milioni di euro, +81% nell'ulti mo biennio), «trainata dai prodotti della trasformazione alimentare - conclude la nota della Camera di Commercio - settore anche questo esposto alle ombre che le triangolazioni tra i Paesi create per arginare il blocco delle esportazioni verso la Russia del 2014, oggi da ridefinire, rischiano di creare un eccesso di offerta ed il crollo dei listini».