Usura ai danni del titolare di un minimarket di Frosinone, scatta la condanna. Il tribunale, infatti, ha inflitto una pena di tre anni ai danni di Salvatore Petrone, 54 anni, di Napoli, ma residente ad Alatri. Quest'ultimo era finito sotto accusa per un'attività di cambio d'assegni nel 2016. Secondo le accuse, raccolte dalla Guardia di finanza del capoluogo, il titolare del negozio (che si è costituito parte civile nel giudizio affidandosi all'avvocato Vittorio Vitali), versando in cattive acque, si era rivolto a Petrone.

Il commerciante - secondo l'impostazione della procura - aveva consegnato una serie di assegni firmati da lui e dalla moglie, compilati in ogni parte salvo il nome del prenditore, ricevendo in cambio «somme di denaro in contante inferiori all'importo del singolo titolo di credito».

L'interesse era stato poi quantificato come usurario con percentuali variabili tra il 300 e il 1.000 per cento su una serie di assegni comunque di piccolo importo, di 900, 950, 1.200, 1.350, 1.400, 1.500, 1.650 fino a 2.050 e a 2.200 euro. Per tali assegni, sostiene l'accusa, l'imputato avrebbe trattenuto somme dai 150 ai 400 euro. Accuse che, tuttavia, Petrone ha sempre respinto. In attesa del deposito delle motivazioni della condanna, la difesa preannuncia ricorso in appello.