La scelta di Cassino come sede universitaria, gli anni della formazione da fuori sede, poi i viaggi all'estero, in tante realtà che hanno portato la mente ad aprirsi, a sbocciare sempre di più. Così, dopo la laurea, il lavoro dapprima nell'azienda di famiglia e poi l'azzardo a mettersi in proprio in un periodo delicatissimo, in piena pandemia. Adesso il suo marchio di moda vola in tutto il mondo come i suoi modelli finiscono sulle principali riviste del settore.

Lui è Giuseppe Menniti, si è laureato a Cassino tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000, ha 47 anni ma si sente addosso quella voglia di conoscenza e di miglioramento di se stessi come quando era un giovane studente. Per questo ama innovarsi e ogni traguardo lo osserva come l'inizio di un nuovo percorso. All'università di Cassino è arrivato perché «pur avendo tre atenei a Caserta, avevo già in mente di fare l'imprenditore e cercavo un ateneo economico che avesse un forte nucleo aziendale. E qui a Cassino, già all'epoca, c'era! Prima di iscrivermi venni di persona e trovai professori molto preparati e, soprattutto, quando parlavano di azienda sapevano di cosa parlavano».

Fu la scintilla di un amore che ha portato grandi frutti. Il racconto di Giuseppe Menniti, ceo di Barbuti Spa ed ex direttore mondo di Harmont & Blaine, è affascinante: «L'università mi ha offerto tantissime opportunità di sviluppare competenze multiculturali e internazionali: ad esempio, feci l'Erasmus grazie a Unicas, poi vinsi un corso di lingua estiva all'Università di Salamanca, dove trascorsi un mese, poi partecipai a un viaggio-visita alle istruzioni europee mentre con il dipartimento di Economia e Territorio si organizzarono scambi con le università europee e andammo in Germania. Tutto questo l'ho potuto vivere all'interno dell'ateneo, così quando uscii fu automatico entrare nell'azienda di famiglia, che all'e p oca era una realtà locale, e assumere il ruolo di direttore internazionale.In questo modo cercai di portare quello che all'epoca era un marchio nascente di successo su tutti i mercati. In 15 anni ho condotto il "bassotto" in 45 Paesi e ho aperto tutti i mercati più importanti per la moda, Hong Kong, Dubai, Miami ma anche America e sud America... l'elenco è lungo. Poi, qualche anno fa, ho pensato che fosse arrivato il momento di dedicarmi a qualcosa di diverso e ho lasciato il ruolo manageriale all'interno dell'azienda e ho fondato una nuova realtà con il marchio "Barbuti". È nata a fine 2018-inizio 2019, quindi in un momento terribile: la pandemia ci ha preso mentre eravamo nella fase di start-up ma, nonostante ciò, recentemente, tutte le principali riviste di moda ci pubblicano perché l'azienda ha conseguito grandi risultati di crescita e di espansione. Questo dimostra che quando c'è la giusta motivazione e la giusta affermazione, quando si investe sulla formazione non venendo all'università per prendere un titolo ma sporcandosi le mani e cercando di portare a casa quanto più possibile tutto questo si trasforma in risultati».

Ed è stato proprio lui uno degli ex studenti ora imprenditori a partecipare a una delle conferenze del Career Day 2022 appena conclusosi all'università. Manager e docenti si sono confrontati sul ruolo delle competenze nel potenziamento delle opportunità di crescita professionali nei contesti internazionali. E quale miglior testimone di Giuseppe Menniti, lui che dall'ateneo cassinate ha spiccato il volo nel mondo.