Una presa di posizione chiara, netta, senza infingimenti, senza giri di parole, senza ambiguità. È quanto chiedono i comitati civici (Comitato No Biodigestori Frosinone - Valle del Sacco; Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e provincia; Associazione Frosinone Bella e Brutta; Salviamo il paesaggio Frosinone; Comitato residenti Colleferro; Cittadinidella Valle del Sacco Sgurgola-Anagni; Cittadini Attivi Vari) ai candidati a sindaco alle prossime comunali di Frosinone sulla questione del realizzando biodigestore nel capoluogo.

«Il consiglio comunale di Frosinone - argomentano i comitati in una nota - ha votato all'unanimità un atto di indirizzo politico di contrarietà al progetto di un biodigestore anaerobico per il trattamento di 50.000 tonnellate l'anno di frazione organica di rifiuti urbani (Forsu)». L'atto, votato in una seduta consiliare caldeggiata dai consiglieri Fabiana Scasseddu e Marco Mastronardi, è arrivato a fine consiliatura, per questo «il Comitato - continua la nota - chiede ai candidati a sindaco di esprimere il proprio "sì" o "no" al biodigestore».

I comitati chiedono inoltre, in linea generale, che i programmi elettorali «contengano un impegno concreto sulla problematica ambientale, fatti non solo di proposte ma anche di soluzioni volte ad evitare la duplicazione incontrollata di impianti ingiustificati ed incompatibili dal punto di vista sanitario a difesa della salute e della qualità della vita dei cittadini. Impianti industriali spesso contrari al Piano regionale dei rifiuti, di risanamento della qualità dell'aria, energetico e che non rispettano le direttive europee che hanno esposto ed espongono Comune, Provincia e Regione anche a ricorsi al Tar del Lazio.

È altresì il momento che gli amministratori pubblici riuniti nel Consorzio industriale del Lazio ridiscutano le condizioni complessive di sviluppo delle attività produttive, posto che il biodigestore sorgerebbe in zona Asi e nelle immediate vicinanze della discarica di via Le Lame. Gli eletti del territorio in Regione e in Parlamento devono far sentire la loro voce da Roma, prendere posizione sul biodigestore ed intervenire nelle iniziative normative e legislative, promuovendo l'adozione di una moratoria regionale per salvaguardare realtà come Frosinone, comprese nel sito di interesse nazionale da bonificare (Sin) e in classe 1 per qualità dell'aria.

La valle del Sacco è ancora un nucleo industrializzato dove si autorizzano nuovi impianti e la bonifica non ha fatto progressi: da un lato si continua ad inquinare e dall'altro manca un progetto di recupero e riqualificazione ambientale secondo un diverso modello di sviluppo».