Con una bellissima iniziativa sostenuta dalle amministrazioni della città di San Tommaso e della vicina località collinare di Colle San Magno tornano alla luce i cosiddetti sentieri dei briganti. Il progetto mirato a riscoprire i viottoli del Monte Asprano e della vasta area collinare di Colle San Magno è stato voluto dall'assessore al turismo di Roccasecca, Elisa Torriero con il consenso dell'amministrazione Sacco e sostenuto anche dal primo cittadino di Colle San Magno, Valentina Cambone.

Civiche amministrazioni che hanno trovato il supporto manuale di alcune associazioni come Mtb Roccasecca, Polisportiva Fava e No Reto alla Speranza. Diversi i volontari infatti che si sono messi all'opera per ripulire chilometri di sentieri che partono da Roccasecca e si inerpicano nell'area del Monte Asprano e delle gole del Melfa passando per i borghi di Castello, Caprile, l'eremo di San Michele Arcangelo il santuario mariano tra Castrocielo e Colle San Magno, ma anche le contrade collacciane di Varciosa e Jannole.

Volontari che dotati degli opportuni attrezzi con un lavoro certosino hanno ripulito tutta la sentieristica da arbusti erbacce e rovi che ne ostruivano il passaggio. Insomma con impegno e dedizione è tornato alla luce il cosiddetto "anello del brigante" dove si è poi tenuta la corsa di montagna, "Primo trial del monte Asprano". Momento che ha visto la partecipazione di tanti appassionati desiderosi di cimentarsi su quegli impegnativi sentieri comunque percorribili senza ostacoli.

Tale sentieristica permette di ammirare dall'alto lo scenario della Valle del Liri e delle Gole del Melfa e favorisce le escursioni dei tanti appassionati della montagna in una vasta area di particolare bellezza paesaggistica. «Abbiamo apprezzato l'iniziativa dell'assessore Elisa Torriero – ha dichiarato uno dei volontari Pio Isola – e ci siamo messi all'opera per ripulire i sentieri di questo bellissimo territorio che sicuramente verrà apprezzato ulteriormente da chi vorrà percorrerli e approfondire la conoscenza con queste zone a forte impatto naturalistico».