La solidarietà verso chi soffre, nel caso specifico che stiamo per riferire la popolazione ucraina martoriata dalla guerra, può diventare purtroppo un grimaldello nelle mani di truffatori senza scrupoli. A Ceccano, e precisamente nella zona di viale Fabrateria Vetus, secondo alcune segnalazioni si aggirerebbero persone che suonano ai campanelli delle abitazioni chiedendo aiuti in denaro per gli ucraini a nome della parrocchia. Una questua immediatamente smentita con un post su Facebook da don Tonino Antonetti, responsabile della Collegiata di San Giovanni Battista e delle chiese di San Nicola e del Sacro Cuore, ovvero il parroco "unico" di tutti gli edifici di culto che sorgono nella parte alta della città.

L'appello di don Tonino
«La parrocchia non autorizza nessuno a chiedere contributi per alcuna attività o colletta si legge nel sintetico ma chiarissimo post di don Tonino Stiamo passando noi sacerdoti soltanto per le benedizioni pasquali delle famiglie. Altre persone non sono autorizzate. Passate parola». Dunque, c'è chi vorrebbe speculare sul dolore e sul dramma di una popolazione per mettere a segno qualche losco raggiro.
Un fenomeno esecrabile, ma purtroppo non nuovo.
In proposito, ci siamo rivolti allo stesso parroco per saperne di più.

«Mi hanno chiamato tre famiglie della parrocchia chiedendomi se effettivamente avevo autorizzato volontari per raccogliere fondi a favore dell'Ucraina.
Ho risposto che non è mai successo che parrocchiani siano andati casa per casa a chiedere somme di denaro. Quindi, mi sono premurato subito di mettere in guardia queste famiglie dai truffatori. Infatti, nessuna Caritas ha mai autorizzato qualcuno a chiedere denaro per qualsiasi iniziativa di solidarietà o altro».

L'avviso del parroco ai cittadini è esplicito. Non dare denaro a chi si presenta nelle case chiedendo somme per l'Ucraina, magari a nome di qualche parrocchia o della stessa Caritas diocesana. È sicuramente una truffa da segnalare alle autorità preposte, per impedire una indegna forma di sciacallaggio su una popolazione che sta subendo la tragedia della guerra.