Un basso Lazio ricco e attrattivo ma finora poco considerato. Il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, torna a fare appello agli attori del territorio per superare i divari esistenti e unirsi in nome di obiettivi comuni. Ma prima delle parole, i fatti. Sta per iniziare la piantumazione della canapa per il grande progetto che prevede la creazione di una bioplastica da impiegare in diversi settori con annesso il recupero dei terreni agricoli.

«Abbiamo iniziato a immaginare quale potesse essere un nuovo modello di sviluppo del territorio e ci è venuta in mente la fitodepurazione, una delle qualità principali della canapa», aveva detto tempo fa. E su queste basi è nata la Green Valley che ha lo scopo di portare benefici in termini di sostenibilità, occupazione ed economia circolare. Si punta alla creazione di un polimero dalla canapa coltivata, da impiegare in vari settori industriali. Insieme al Comune il Cosilam e il supporto scientifico dell'Università di Cassino.

Ma, ricordiamo, venne siglato un protocollo d'intesa tra questi enti ed Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Alla prima fase di sperimentazione, seguirà la prossima settimana quella della piantumazione vera e propria. «Finora sono stati analizzati i terreni, poi sono stati preparati e in questo periodo si può procedere con la piantumazione». E il progetto potrà presto essere verificato in tutte le sue caratteristiche. Intanto l'appello a fare sistema.

«Ha detto una verità sacrosanta il presidente Mario Draghi a Napoli: ossia che esistono divari territoriali tra il nord e il sud del paese che occorre rimuovere, anche utilizzando bene le risorse del Pnrr. Sono completamente d'accordo, anche alla luce di una considerazione: questo divario lo viviamo anche noi. Il nostro territorio può essere definito la vera e propria porta d'ingresso verso l'Italia meridionale.E questa particolare posizione, invece di costituire un fattore di privilegio, si è trasformata negli anni solamente in un problema.

Dalla mancanza di servizi emigrati quasi tutti nella zona nord della Ciociaria o addirittura a Roma, alle difficoltà di generare impresa a favore dei più attrattivi e più convenienti investimenti che si fanno oltre San Vittore, per quella fiscalità di vantaggio che noi non abbiamo. Il Basso Lazio ha una sua peculiare storia, una sua specifica cultura, una tradizione che ne fanno un territorio ricchissimo e che in questi anni purtroppo ha avuto meno di quanto merita».

E continua: «Oggi siamo di fronte ad un possibile punto di svolta, perché le risorse per cambiare il destino di questa terra ci sono. Occorre il capitale umano che trasformi le risorse in opportunità reali. È la sfida per una intera classe politica, che deve saper interpretare e guidare i bisogni delle proprie comunità. Non aspettiamoci aiuti da fuori, dobbiamo saper ritrovare in noi quello spirito e quella voglia di fare che ci contraddistingue. Non appaltiamo ad altri il nostro sogno di essere altro, anche perché la debolezza del Basso Lazio è anche figlia di una debolezza di rappresentanza.

È questo l'anello debole che dobbiamo rinforzare, perché il Basso Lazio si sta facendo portatore di una rinnovata volontà di cambiare e di non arrendersi ad un declino non più sopportabile. Roccasecca per esempio sta investendo sulla green economy che vuol dire tanto. E spesso non si comprende appieno lo sforzo di una piccola comunità: significa un nuovo approccio allo sviluppo, all'impresa, al lavoro, alla vita. È difficile, ma è straordinariamente affascinante. Perché attorno alla green economy ruotano tutta una serie di opportunità che dobbiamo cogliere.

Questo è il momento giusto anche per il territorio che da Roccasecca conduce a San Vittore. Il Basso Lazio ritrovi il suo orgoglio e diventi il modello di un nuovo modo di essere comunità. È questo il mio invito e l'impegno che dobbiamo assumere tutti noi per cercare di costruire un diverso futuro, per avere nuovi servizi, una sanità più efficace, un ambiente più sano, più lavoro, più serenità».