La Pasqua 2022 vede il ritorno, a Veroli, degli appuntamenti religiosi più amati e attesi da fedeli e non. Il miracolo della resurrezione di Gesù si accompagna ad un altro miracolo, più umano ma non per questo meno ricco di speranza: la fine dello stato di emergenza sanitaria, che ha avvolto, per ben due anni, l'intero pianeta in una coltre di disperata angoscia e di sfiducia profonda.
E che la fine dello stato di emergenza coincida con il periodo quaresimale appare la conferma dell'antico detto, un segno adamantino della misericordia divina. Per chi non crede, la notizia è certamente scevra di soprannaturali implicazioni ma, forse, meno appassionante e più empirica.

Da qualsiasi ottica la si guardi, è innegabile che Veroli si potrà riappropriare, finalmente, di quei riti sacri che hanno scandito il tempo di generazioni di verolani. Si riparte, nel giovedì santo, con il tradizionale pellegrinaggio per gli altari della reposizione, i familiari sepolcri, allestiti nelle belle Chiese di Veroli. L'alba del venerdì santo accoglierà con la sua luce l'immagine della Madonna Addolorata, opera attribuita al Maestro napoletano Verzelli, che tornerà a visitare i vicoli di una Veroli addormentata ma pronta a risvegliarsi per consolare il pianto della Madre, che disperatamente cerca il Figlio suo tra le Chiese cittadine, come forse affannosamente lo cercò, duemila anni fa, tra i quartieri di una Gerusalemme che tradì il Cristo ed il significato stesso del suo nome: città della pace.

A breve, Don Andrea Viselli e Don Angelo Maria Oddi forniranno tutti i dettagli per quello che, a tutti gli effetti, è un nuovo inizio. Inaugurerà la ripartenza la missa in coena Domini nella Basilica di Santa Maria Salome di giovedì 14 aprile, che aprirà solennemente il Triduo Pasquale. Al termine, il Ss Sacramento sarà esposto all'adorazione dei fedeli fino a notte inoltrata, che potranno ammirare le Chiese verolane addobbate per accogliere il Cristo. Alle ore 5.00 del venerdì santo, dalla chiesa di Sant'Agostino si alzerà il canto delle lodi mattutine, che farà da contro canto struggente al lamento di una donna trafitta al cuore da una spada di dolore. La statua della Mater Dolorosa verrà poi portata in processione dai fratelli e dalle sorelle della confraternita, toccando al passaggio tutte le Chiese di Veroli, senza tuttavia entrare all'interno ma sostando all'ingresso. Ciò per evitare assembramenti di persone nell'entrata e nell'uscita.

Risuonerà il canto dello Stabat Mater e correrà il pensiero a tutte quelle madri che, nel mondo, piangono i loro figli vittime della violenza. La processione terminerà nella Basilica di Santa Maria Salome, dove si terrà l'azione liturgica legata al venerdì santo. Alla sera, si riprenderà anche la tradizione della processione che traslerà la statua del Cristo morto, anch'essa custodita all'interno della chiesa di Sant'Agostino, ai piedi della Madre. Protagonista di questo rito, la confraternita Carità Morte Orazione e Pia unione dell'Addolorata, sodalizio nato, curiosamente, in tempi di epidemie per essere di aiuto ai bisognosi, ed oggi chiamato a curare le ferite inferte all'animo da due anni di pandemia. La Cei ha diramato le regole per una prudente ripresa delle processioni: gli incollatori dovranno avere il green pass rafforzato, effettuare un tampone nelle 24 ore precedenti, indossare la mascherina e sanificare le mani ai cambi, mentre i fedeli dovranno disporsi evitare assembramenti.