Un convegno per gli addetti al mestiere, ma anche per fare il punto sulla rigenerazione urbana, un argomento che sembra aleatorio ma che in realtà potrebbe fare la grande differenza per tutta la città. Linee guida che permetteranno di costruire e "ricostruire" la città, i suoi palazzi e le sue strutture. Per fare questo è stato necessario affrontare un percorso particolarmente lungo, e, per evitare di incorrere in "intoppi" si è lavorato in sinergia con le associazioni del settore e con la Regione, in modo che a ogni passaggio non ci fossero elementi da rivedere con il rischio di bloccare tutto.

Presenti ieri in sala Restagno il sindaco Enzo Salera, l'assessore regionale all'Urbanistica Massimiliano Valeriani, l'assessore all'Urbanistica di Cassino, Emiliano Venturi, il consigliere Riccardo Consales, e, in rappresentanza del rettore dell'Unicas, il professor Mauro D'Apuzzo. Ma anche rappresentanti degli ordini degli architetti, geometri, geologi, dei principali sindacati del settore edile, l'Ance e il consigliere regionale Mauro Buschini. «Siamo uno dei primi Comuni del Lazio ad aver concluso la procedura su tutti gli articoli della legge, quindi chi vuole usufruire della rigenerazione urbana già può farlo - ha spiegato il sindaco - Ho già avuto dei confronti con una realtà locale che aveva intenzione di realizzare una infrastruttura in centro ma che non si era mossa e che ora potrà farlo. Contenimento del consumo del suolo e riqualificazione delle aree fatiscenti esistenti, gli obiettivi. Altri Comuni hanno chiesto indicazioni su come intraprendere l'iter o portarlo avanti, raffrontandosi con l'area tecnica, questo ci rende orgogliosi ed è motivo di soddisfazione. Un primato per la nostra città».

L'assessore all'Urbanistica di Cassino, Emiliano Venturi: «Il quadro che abbiamo oggi si va a sovrapporre a quelle che sono le iniziative private relative al bonus 110%, e in questa fase è chiaro che questa iniziativa ministeriale e governativa va a limitare la portata applicativa della rigenerazione urbana. Però per il restyling al piano regolatore del 1980 che è stato messo in campo attraverso le deliberazioni del consiglio comunale per l'applicazione della legge regionale sul territorio, siamo convinti che nel medio e lungo periodo possa portare dei benefici soprattutto in termini di rigenerare e migliorare il patrimonio edilizio esistente. Non dobbiamo dimenticare che la matrice ambientale che non si può riprodurre è il territorio».

Il professor D'Apuzzo ci ha tenuto a sottolineare la profonda sinergia tra Comune e Unicas, rinsaldata ulteriormente dalla convenzione quadro da poco siglata, una partecipazione attiva e una cooperazione che vuole essere messa a servizio della comunità. A porre l'accento su questioni puramente tecniche sono i sindacati presenti ieri in sala Restagno e i rappresentanti degli ordini dei diversi settori. Per l'ordine degli architetti di Frosinone, il presidente Paolo Vecchio, per l'ordine dei geometri Raffaele Ruscillo, Antonella Forli per l'ordine dei geologi. E ancora Libero Angelo Massaro, presidente dell'Ance e per le sigle Alessio Faustini-Fillea Cgil, Giustino Gatti Filca Cisl, Alessandro Cirulli Feneal Uil. Massaro e sindacati tutti accomunati dalle stesse priorità: sicurezza sul lavoro, attenzione alle aziende e ai lavoratori fin troppe le realtà nate a ridosso del 110% e dei progetti del Pnrr prevenzione e tutela degli operatori del settore.

Ma anche attenzione al costo dei materiali e la richiesta forte di un tavolo di confronto con le istituzioni locali per poter agire sinergicamente e compatti. Insomma, apertura al dialogo per portare avanti progettualità importanti. «Cassino è tra i primi Comuni ad aver completato l'iter dell'applicazione della legge regionale sulla rigenerazione urbana - ha commentato il consigliere regionale Mauro Buschini - Il "modello Cassino" credo possa aiutare tutti in questa crescita collettiva nella consapevolezza che la tutela del territorio passa anche da decisioni come questa».

A chiudere i lavori l'assessore regionale all'Urbanistica Massimiliano Valeriani: «Cassino è uno dei primo Comuni del Lazio ad aver concluso questo iter, grazie ai passaggi effettuati dall'amministrazione, la legge regionale è stata perfettamente percepita. Questo è sicuramente un orgoglio, oltre ad essere una fonte di ispirazione per altri Comuni, come forse già sta accadendo. La legge nata al termine della precedente amministrazione regionale, ha subìto dei cambiamenti proprio in virtù di alcuni "difetti"e carenze. Aspetti dovuti all'assenza di un Ptpr nel 2019. Un caos per le amministrazioni territoriali che non avevano un unico strumento di tutela paesaggistica. Oggi festeggiamo una bella pagina di amministrazione. Oggi è chiaro ciò che si può fare e ciò che non si può fare rispetto a un sistema di vincoli sul proprio territorio. È finito il tempo dell'urbanistica con le varianti e con le espansioni, l'urbanistica che ha consumato all'infinito il suolo non ce la possiamo più permettere. E ora la nuova scommessa è quella di ripensare gli spazi comuni dopo la pandemia. Impossibile pensare di ritornare a come eravamo "prima". Ora c'è smart working, dad, necessità distare a casa. Ma c'è bisogno di aree che offrano le condizioni per farlo. Un sogno è quello della realizzazione di spazi comuni nei condomini, ad esempio, per poter svolgere le proprie attività in maniera condivisa, non sul posto di lavoro o in aula, ma neanche in casa tra cucina e salone».