È durata cinque ore l'udienza che si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Giovanni Valentini del tribunale di Latina, nel processo a carico di tre persone per la morte, avvenuta nel 2018, di Sara Francesca Basso, tredicenne di Frosinone che perse la vita sul fondo della piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga, trattenuta dalla forza di aspirazione di una griglia che ne ha causato l'affogamento.

Per quel decesso sono a processo, con l'ipotesi di omicidio colposo, Francesco Saverio Ermini, ex proprietario dell'albergo, Mauro Di Martino, rappresentante legale della società che gestisce la struttura, e Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina. In aula, il collegio difensivo composto dagli avvocati Vincenzo Macari, Matteo Macari e Massimo Signore, e gli avvocati Calogero Nobile e Maria Minotti, in rappresentanza dei genitori di Sara, parte civile.

L'udienza, iniziata alle 10, si è conclusa solo alle 14 e ha visto a confronto in aula le perizie dei consulenti di parte, chiamati ad analizzare il funzionamento dell'impianto. Per i consulenti del l'accusa rappresentata in aula dal pm Valerio De Luca, hanno parlato i professori Remo Calzona e Gabriele Novembri, che avrebbero ipotizzato degli errori di progettazione sia nell'impianto che nella struttura della piscina.

Non così per i consulenti della difesa, che invece attribuiscono la tragedia alla griglia di filtraggio dell'acqua, che si sarebbe spaccata per una usura che non poteva essere prevista, determinando l'effetto di potente aspirazione dell'impianto asservito alla vasca idromassaggio. La prossima udienza è fissata al 1 giugno per ascoltare i consulenti medici di pm, difese e parte civile.