È proprio nei momenti di crisi più nera che bisogna saper leggere le opportunità. Perché quando manca la terra sotto i piedi l'unità fa la forza. Così Università e Federlazio sfidano i tempi, come pure la mancanza di materiali per le aziende e i costi alle stelle per saper leggere le opportunità dei bandi e della transizione. E uniscono ancora di più il loro legame grazie alla firma di una convenzione quadro nell'aula Magna di Ingegneria, ieri alle 15.

Anche se, in realtà, «la collaborazione tra associazione e ateneo è già operativa da tempo, siamo andati a rinsaldare un legame», ha detto il padrone di casa, il rettore Marco Dell'Isola. Un universo aziendale variegato e presente con imprenditori di ogni settore, ieri pomeriggio, ma orientato univocamente a nuovi modelli di business e a piattaforme di crescita in evoluzione.

«È un momento al quale abbiamo tenuto moltissimo - ha detto Carmine Polito, presidente Federlazio Frosinone - perché rappresenta un collegamento fondamentale tra le imprese e le attività di didattica e di ricerca dell'università per raggiungere l'obiettivo di fare sistema. Dal momento che il paradigma delle produzioni è cambiano, quale miglior sistema se non quello di interfacciarsi con una Università del territorio che parla la nostra stessa lingua? In questo momento c'è bisogno di coesione, alcune attività sono di alto contenuto scientifico come la green economy, l'economia circolare, la banda larga, la logistica integrata e questi contesti hanno bisogno di consulenze in ambito universitario.

Noi siamo pronti per questa "autostrada" e dobbiamo percorrerla. E, intanto, la capacità di Federlazio è quella di creare gruppi tra le aziende perché l'integrazione potrà fare la differenza. E, ora, rispetto al passato, inizia a funzionare. È questa la necessità per raggiungere obiettivi finalizzati a una coesione per bandi, concorsi e attività che possano essere propedeutiche a produrre posti di lavoro e ricchezza per il territorio.

L'attività che svolge la Federlazio si rende indispensabile per la capacità di tenere insieme più aziende strategiche mentre la parte universitaria può fare la differenza con lo studio di ricerca». Le stesse realtà aziendali sono pronte in piena crisi a innovarsi e a fare passi in avanti. Con grande lungimiranza. «È nella loro indole, gli imprenditori pongono sempre il traguardo più avanti - ha aggiunto Massimiliano Iannucci, direttore di Federlazio Frosinone - è fondamentale questa unità tra il detentore della conoscenza, l'università, e il mondo imprenditoriale: è questo che può condurre a una evoluzione del sistema produttivo. Stiamo cercando di riprodurre quella che è la natura dell'imprenditoria e, oggi come oggi, abbiamo bisogno di riguadagnare terreno.

Fortunatamente il made in Italy ha un alto riconoscimento e noi su questo - a differenza di altri - possiamo puntare. Ci sono sfide importantissime e l'imprenditoria italiana è all'avanguardia. Dovremmo affrontare la transizione energetica, circolare, digitale, la sostenibilità e noi dobbiamo portare quella innovazione che ci consentirà di essere competitivi in questi tempi».

Una convenzione come quella con Federlazio che «amplifica la nostra capacità di arrivare alle imprese sia per finalizzare le nostre ricerche sulle attività produttive sia perché si riesce a dare alla ricerca applicata un immediato utilizzo verso la società civile», ha spiegato il rettore Marco Dell'Isola. «Ma il rapporto è biunivoco perché molto spesso le associazioni raccolgono più necessità da parte delle aziende e fanno sintesi e possono funzionare da orientamento per l'Università».

È un momento "storico" di crescita pur nel suo apparente collocamento in una involuzione del mercato causata dai focolai di crisi. Ma la "stretta di mano" tra istituzioni «va a sintetizzare una serie di interazioni che abbiamo con le aziende ma che adesso vogliamo portare a un livello più strutturato - ha concluso il prorettore Luigi Ferrigno - sia sul piano del trasferimento tecnologico che sull'orientamento che sul placement dei nostri studenti. L'idea adesso è quella di avere dei momenti in cui le aziende racconteranno le loro necessità sia di personale che di ricerca e noi adatteremo anche i nostri corsi di studio a queste esigenze e poi saremo in grado di offrire sia prodotti tecnologici che persone capaci di rispondere alle reali esigenze per far crescere il nostro territorio».