L'assessore alla Cultura Stefano Gizzi torna nel vortice della bufera politica. E finisce sotto il fuoco di fila del Partito Democratico, sia in ambito cittadino sia a livello provinciale, sempre a causa di un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Questa volta il Pd non perdona a Gizzi un messaggio e un'immagine. «Solidarietà alla Russia, con il nastro di San Giorgio vittorioso sul drago» è il testo accompagnato dalla foto di una fascia con una grande Zeta.

Il primo ad attaccare l'assessore è stato il consigliere regionale Mauro Buschini: «Questa ennesima dichiarazione di Stefano Gizzi è semplicemente vergognosa si legge nel post dell'esponente Dem Non è la prima volta che le sue "performance" scadono nell'offesa degli altri, ma questa volta l'assessore del comune di Ceccano deve chiedere scusa. Al popolo Ucraino, alle donne violentate ed uccise, ai bambini terrorizzati, uccisi o abbandonati, a tutti coloro che hanno perso la vita o costretti a fuggire in altri Paesi.
Il sindaco di Ceccano prenda immediatamente le distanze, i ceccanesi non sono questo».

Quindi, sono arrivati in sequenza un comunicato del circolo ceccanese e un altro post del segretario provinciale Fantini. «Il xircolo del Partito Democratico di Ceccano, di fronte all'ennesima esternazione vergognosa dell'assessore Stefano Gizzi, chiede le sue immediate dimissioni dalla Giunta. Di fronte a tale ed inqualificabile circostanza, se il sindaco Roberto Caligiore non dovesse provvedere a rimuoverlo seduta stante, lo riterremo complice delle dichiarazioni gravissime da lui rese note. Il sindaco ne prenda atto o mobiliteremo tutta la popolazione di fronte a questo gesto di propaganda estremista». Quindi, il post di Fantini: «L'ennesima esternazione dell'assessore Stefano Gizzi è vergognosa e intollerabile. Mi unisco all'appello del Pd di Ceccano, che chiede giustamente al sindaco di rimuovere Gizzi dall'incarico».

La replica
Immediata la risposta dell'assessore, che ieri ha diffuso una nota. «Leggo di un post di Mauro Buschini, indignato a comando, come da sempre fa la Sinistra più ipocrita. Gente lontana mille miglia dalla sincerità politica, che intende riempire il vuoto dei loro risultati amministrativi andando a spulciare sui post degli altri per alzare polveroni e fare polemiche. Buschini critica la lettera Z in russo, di cui nemmeno conosce la nobiltà araldica del Nastro di San Giorgio. Infatti, ricorda il sacrificio di ben 25 milioni di russi nel fermare il nazismo. Ma a parte questo, se non gli piace la lettera Z, ci parli lui della lettera A, ci parli del pasticcio di Allumiere. Infatti, come è andata a finire la concorsopoli di Allumiere, per la quale Buschini si dimise? Come era il suo rapporto politico con gli indagati. Ecco, ci parli di questo non della Russia.

Che cosa pensa Buschini dei rinvii a giudizio di poche settimane fa? Quando ci sarà trasparenza sulle assunzioni negli enti pubblici? Poi ci parli dell'ambiente, dei mancati investimenti, delle bonifiche che arrancano, delle migliaia di casi di gravi tumori presenti nella Valle del Sacco, delle migliaia di giovani morti prematuramente con un ambiente altamente compromesso. Le gravi responsabilità della Regione Lazio sono sotto gli occhi di tutti, non la Russia. Buschini ci parli degli ospedali chiusi dal Centrosinistra, dalla politica fallimentare della sua componente nella sanità pubblica regionale. Poi, ricordiamo sempre l'indignazione a metà. Quando a Cassino, vergognosamente, hanno esaltato come eroiche le gesta criminali dei soldati marocchini, nessuno a sinistra ha detto nulla, in ricordo delle inenarrabili sofferenze delle donne ciociare».