Una delle panchine di ferro che si trovano all'interno della villa comunale della città martire è stata sradicata dalle basi di ancoraggio e gettata nel laghetto. La foto ha fatto il giro dei social e ha scatenato un'ondata di indignazione in tutta la comunità. C'è chi torna a chiedere l'installazione delle telecamere di videosorveglianza nell'area verde.

«La notte continua a restare tutto aperto - ha evidenziato un residente - Se chiudono l'ingresso di via Arigni, in quello di via Gari c'è un continuo via vai e spesso le luci non sono tutte accese e c'è parecchio buio». Sicuramente la possibilità di frequentare la villa la sera, nonostante dovrebbe di fatto essere chiusa al pubblico, non dovrebbe servire come giustificazione a questo tipo di gesti.

Sradicare una panchina utilizzata dai fruitori del parco, che in larga parte sono mamme con i figli, giovani studenti o anziani, è simbolo di totale mancanza di rispetto per i beni della collettività. Inoltre episodi come questi oltre a causare un danno di tipo economico al Comune, che dovrà curarsi di "ripescare" la panchina, sistemarla e riposizionarla, arreca danni anche alla flora e alla fauna dell'area. «Persone fallite - commenta duramente la signora Giovanna - che evidentemente non danno importanza neanche alle loro vite».