Cinghiali anche sulla strada 82 "Valle del Liri", a ridosso del centro urbano. Dopo la segnalazione dell'avvistamento quotidiano di ungulati lungo via Campidoglio, altri esemplari spuntano sul rettilineo che conduce al convento dei padri Carmelitani Scalzi. Il luogo era già noto per la presenza di cinghiali, che in fila indiana attraversavano la strada aggirandosi nelle aree pubbliche e raggiungendo le abitazioni. Da qualche tempo, però, le segnalazioni si erano fatte meno frequenti. Ieri, invece, un enorme cinghiale nero si è affacciato dall'area verde sita a ridosso del rettilineo sbucando, come quello avvistato su via Campidoglio, dalla vegetazione incolta.

Gli ungulati vengono fuori fortunatamente in pieno giorno, per cui sono ben visibili da automobilisti e passanti, che possono evitare incidenti o avvicinamenti pericolosi. Questi esemplari sembrano addirittura addomesticati, si avvicinano alle persone senza paura, molto probabilmente cercano cibo. Spesso attraversano la strada, percorrono i marciapiedi ignorando totalmente i passanti come se fossero nel loro ambiente familiare.
E potrebbero fare paura viste le significative dimensioni, in quanto sono grossi e neri, poco rassicuranti. In realtà, ad oggi non si sono registrati attacchi alle persone, soltanto incidenti causati sempre dal loro rapido spostamento con il buio e l'impossibilità da parte degli automobilisti di schivarli.

Restano comunque i dubbi sulla pericolosità dei cinghiali, che potrebbero anche attaccare se percepissero un pericolo. Il problema è serio, seppure non solo di Ceprano, il rischio è che l'abitudine alla vista di questi esemplari grandi ma tranquilli, possa ridurre le precauzioni e generare situazioni di pericolo.
Il problema permane irrisolto da tempo e non va ignorato, sebbene di non semplice soluzione. I cinghiali devono vivere in ambienti idonei, non di certo nei centri urbani. Anche a Roma le scene in strada che vedono protagonisti gli ungulati sono assurde, ma con il tempo la situazione non può che peggiorare e incredibilmente ci si abitua a fatti che potrebbero rappresentare un pericolo, magari improvviso.