La società Energia Anagni contesta i dati forniti dall'associazione dei medici per l'ambiente di Frosinone sul biodigestore previsto ad Anagni. Ad intervenire è Simone Malvezzi, amministratore delegato, che precisa: «Il progetto per il recupero e la valorizzazione energetica della frazione umida urbana dei rifiuti è stato dimensionato per far fronte alle esigenze della provincia di Frosinone. Confrontare la produzione di biometano che garantirà l'impianto con il fabbisogno nazionale di gas del nostro Paese è scorretto e fuorviante. Se volessimo avviare una seria discussione a livello nazionale, basti considerare che sfruttando tutto il potenziale di produzione di biometano del Paese che si potrebbe ricavare dal trattamento dei rifiuti e degli scarti della zootecnia, realizzando impianti come quello proposto ad Anagni, si otterrebbe un quantitativo pari a 9 miliardi di metri cubi, circa un terzo del gas che attualmente importiamo dalla Russia».

Ed ancora: «Errato è anche il dato riportato sulla quantità di biometano che produrrà l'impianto: dal trattamento dei rifiuti umidi e di una quota di sfalci e potature, la produzione sarà pari a 4.600.000 metri cubi all'anno, circa il doppio di quanto indicato. Tale quantità di gas rinnovabile potrà essere immessa direttamente nella rete nazionale di distribuzione e soddisfare il fabbisogno di oltre 4 mila famiglie o alimentare i siti produttivi presenti sul territorio, garantendo la prosecuzione delle attività messe a serio rischio ogni giorno di più dalla volatilità dei prezzi dell'energia.
O ancora, essere utilizzata per produrre elettricità direttamente in impianto. Il tutto senza ricorrere a combustibili fossili, evitando l'emissione di Co2».

L'ad di Energia Anagni, inoltre, definisce «ancora più fuorvianti» i dati dell'associazione dei medici sul consumo di carburante per il trasporto dei rifiuti in entrata: «Attualmente la frazione umida dei rifiuti prodotta in provincia di Frosinone viene smaltita in altre regioni e ogni tonnellata prodotta percorre oltre 500 km per essere conferita in impianti simili a quello proposto ad Anagni, con tutti gli impatti ambientali ed economici che ne derivano». Infine, Malvezzi sottolinea: «Oltre al biometano, l'impianto produrrà anche compost biologico, un prezioso ammendate che aiuta a mantenere produttivi i suoli e che verrà messo a disposizione dell'agricoltura evitando i conferimenti in discarica e certamente non incrementandoli».